Meduza sono tra gli artisti più grandi e richiesti a livello mondiale, grazie al percorso costruito negli ultimi 3 anni, scalando classifiche e raggiungendo certificazioni Oro e Platino per singoli come “Paradise” feat Dermot Kennedy (#1 Global 50 Spotify) e ora con la loro ultima uscita “Tell It To My Heart” con Hozier. Con oltre 19 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, Meduza sono in realtà uno dei principali gruppi italiani ascoltati nel mondo (dopo i Maneskin) e sono finalmente tornati a casa, per l’unica esibizione del 2021 in Italia ospitata da Amnesia Milano.

L’atmosfera all’Amnesia

I dj italiani hanno coinvolto il pubblico con un set di tre ore, suonando i loro successi, un brano non ancora pubblicato e altri brani che hanno ricreato l’atmosfera tipica degli eventi Afterlife. Grazie anche agli effetti luminosi generati dai laser e dai neon sul soffitto, l’Amnesia ha regalato a tutti i presenti uno spettacolo indimenticabile, soprattutto considerando quanto l’anno in corso abbia messo a dura prova il settore. Meduza hanno saputo attirare un pubblico molto variegato: da chi è appassionato e apprezza il genere (abbiamo incontrato persone provenienti da varie parti d’Italia venute a Milano appositamente per l’evento) a chi, invece, un po’ più giovane o inesperto, li conosceva solo per i successi mondiali.

Meduza orgoglio tutto italiano

Anche prima della pandemia, non era un segreto il fatto che in Italia la musica dance/elettronica avesse perso il fascino che aveva invece in tutto il mondo, soprattutto con una storica generazione che riguarda la musica dance degli anni ’90. Dopo tanti anni ormai i Meduza sono più che un progetto musicale di successo e di qualità, anzi potrebbero essere più di questo. Dovrebbero essere il nome che fa da traino, insieme a figure come Benny Benassi, Tale of Us e la nuova generazione di DJ e produttori che lavorano per rilanciare un brillante movimento dance/elettronico unicamente italiano. È strano assistere a una situazione che ci ha mostrato più di una volta la vera necessità di rinnovamento e diffusione della club culture, mentre i dati sopra citati fanno capire che questi artisti stanno facendo faville in diversi locali del mondo. È sicuramente un problema legato anche alla necessità e al diverso approccio (dovuto alla nostra lingua madre) che si basa sul mercato discografico italiano. Ma non è una scusa.

Dobbiamo ringraziare Meduza per aver fatto conoscere il loro suono inconfondibile a tutto il mondo, mostrando di cosa sono capaci i produttori italiani. Auguriamo loro di continuare a cavalcare la cresta dell’onda, come pionieri di un genere che fa ballare tutti, un’impresa che oggi non è per chiunque, vista la saturazione del mercato della musica elettronica. Anche con un set atipico, con un gran numero di remix underground per adattarsi meglio alla pista da ballo dell’Amnesia, questo aspetto si è indiscutibilmente fuso.

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