Ci sono serate che restano scritte nella storia di una città, e poi ci sono eventi che ridisegnano completamente la mappa della club culture internazionale. #JC20 è stato esattamente questo: una maratona di 10 ore ininterrotte di musica per celebrare i primi vent’anni dietro la consolle di una vera e propria leggenda di casa nostra, Joseph Capriati.
La location non poteva che essere iconica: l’Ex Base NATO di Napoli, invasata da oltre 10.000 clubber arrivati da ogni angolo d’Italia e del pianeta. Un dancefloor infuocato, multiculturale e unito da un’unica vibrazione.
Vedere Joseph Capriati su quel palco non è stato solo assistere al set di un top DJ internazionale, ma ripercorrere la storia di un ragazzo napoletano che vent’anni fa ha preso in mano un sogno e l’ha portato sui principali stage della techno mondiale. Ha aperto le danze in solo, preparando il terreno con la classe che lo contraddistingue, per poi dare vita a una serie di b2b infuocati con pesi massimi della scena global come Quest, Josh Baker, Honey Dijon e Chris Stassy. Una convergenza di sound che ha spaziato tra house, tech house e techno dura e pura, dimostrando ancora una volta la sua incredibile versatilità.
Tra i momenti più emozionanti e intensi della maratona, il tempo sembra essersi fermato quando sul gigantesco ledwall dello stage sono apparse le immagini di Rino Cerrone, colonna portante della techno napoletana e punto di riferimento umano e artistico per Joseph. Un tributo sincero, da amico a amico, da allievo a maestro, che ha commosso l’intero piazzale.
E a proposito di radici, non poteva mancare l’abbraccio ufficiale della sua città: la Presidenza della SSC Napoli ha consegnato a Joseph la maglia ufficiale del centenario del club. Indossarla sul palco durante la fase finale dell’evento è stato il gesto definitivo per blindare un legame indissolubile con le sue origini.

Quando si è arrivati alle battute finali, Capriati ha ripreso il controllo totale della consolle in solo per regalare un finale da brividi lungo la schiena. Per tracciare la linea della sua legacy e rendere omaggio alla storia della musica elettronica, ha calato due assi intramontabili:
- ‘Knights of the Jaguar’ di DJ Rolando
- ‘Strings of Life’ di Rhythim Is Rhythim
Due inni capaci di unire generazioni diverse sul piano della purezza musicale. Quando quelle note hanno risuonato nell’aria di Napoli, si è capita davvero la portata di questi vent’anni: non solo una carriera, ma un’eredità musicale destinata a durare nel tempo.
