Nameless Music Festival guarda al futuro con un nuovo codice etico.

Premessa.

Il 2020 è uno degli anni più bui della scena musicale mondiale. Per tutti. Per i frequentatori di festival ed eventi, ma anche e soprattutto per chi nell’ambiente musicale dell’intrattenimento dal vivo ci lavora. La filiera ha subito gravi, gravissimi danni a causa della pandemia di Covid-19. Migliaia di eventi cancellati in tutto il mondo, Italia in primis. Già, in questo 2020 niente eventi, né festival. Niente Nameless Music Festival. L’evento per la scena dance/electronic più importante nel nostro paese. Tuttavia questa cosa non ha scalfito la passione di Alberto Fumagalli e del suo staff. Ci hanno regalato qualcosa di unico come Timeless. Una conferma di ciò che Nameless ha costruito e creato, migliorandosi ed evolvendosi anno dopo anno. Non solo passione ma anche etica. Un codice etico dal giorno 0. Ed è anche e soprattutto per questo che i ravers italiani sono legati così tanto a Nameless. Ma non tutti la pensano così.

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Fatti recenti.

Lo scorso 30 luglio il sindaco di Barzio, Giovanni Arrigoni Battaia, a distanza di oltre un anno dall’annuncio del cambio di location per Nameless ha rilasciato diverse dichiarazioni in un comunicato stampa del comune. Dichiarazioni amare, accusatorie. Vi riportiamo qui parte di ciò su cui si è pronunciato il primo cittadino.

«Appena entrati in carica, sia prima che dopo che si svolgesse il Nameless Festival 2019, abbiamo incontrato più volte gli organizzatori dell’evento e questi ultimi ci avevano garantito che quest’anno il festival si sarebbe svolto nell’area di Pratobuscante, con l’unica differenza che l’edizione 2020 sarebbe stata prolungata di un giorno. Poi, però, le cose sono rapidamente cambiate. Visto anche l’enorme successo riscontrato, l’organizzazione era preoccupata dal fatto che a Barzio non avrebbe potuto raggiungere le 100.000 presenze (obiettivo prefissato), inoltre si sono evidenziati problemi logistici, di spazio e legati alla sicurezza, in particolar modo della viabilità. Sulla base di queste situazioni e, come da loro stessa ammissione, dal fatto di essere stati contattati da altre location che ambivano ad avere la manifestazione, hanno fatto la scelta di trasferire l’evento: scelta corretta dal punto di vista imprenditoriale, ma non certo nei confronti dell’Amministrazione comunale e della Valsassina che li ha accolti fin da subito a braccia aperte. A nulla sono valsi gli sforzi dell’Amministrazione e della Comunità Montana»

A distanza di poche ore, il CEO di Nameless Alberto Fumagalli non ha esitato a rispondere. Una risposta che vale più di mille parole. Ecco le parole di Alberto.

«Avevamo deciso di cambiare casa senza fomentare polemiche, ma non posso accettare di veder scaricate sulla nostra azienda responsabilità che non ci appartengono. Come ampiamente dimostrabile dalle comunicazioni protocollate presso gli uffici del Comune e della Comunità Montana, Nameless ha tentato più volte di proseguire nel bellissimo percorso iniziato con l’Amministrazione precedente sotto la guida dell’ex sindaco Andrea Ferrari. Le nostre richieste a Comune e Comunità Montana erano molto semplici: accordo pluriennale per 5 anni a decorrere dal 2020, in cui veniva riconosciuta a Nameless la possibilità di fare piccoli interventi migliorativi fondamentali per la logistica e la sicurezza dell’evento (recinzioni mobili, distribuzione elettrica, connettività di rete, ecc…). Nonostante i nostri continui tentativi di mediazione, la Comunità Montana era impegnata a rinegoziare l’appalto della Sagra delle Sagre, divenuto probabilmente poco remunerativo per loro con l’arrivo di Nameless (che proprio tramite la Ceresa Srl, titolare dell’appalto della Sagra, prendeva in uso gran parte delle aree). Tutto ciò portava l’Ente a rimandare ogni decisione al 2020, costringendoci quindi a non poter offrire ai nostri clienti un servizio adeguato nell’edizione 2020. Solo e soltanto per questo motivo abbiamo iniziato a valutare nuove location e abbiamo poi scelto Annone, Molteno e la Poncia come nostra nuova casa. Per concludere: nessuno degli Enti coinvolti ha tentato di farci cambiare idea. Non è stato fatto nessuno sforzo. Nessuno voleva mettere nero su bianco la disponibilità a recepire le nostre proposte. Nessuno si è preoccupato della nostra decisione, se non per i risvolti mediatici generati. Nonostante questo, in segno di riconoscenza verso i cittadini dell’altopiano, Nameless aveva previsto per il 2020 di continuare la collaborazione con le strutture ricettive barziesi, attraverso promozioni e bus navetta dedicati per il collegamento con Annone. Perché è con i fatti che si dimostra il legame che si è creato in 5 anni bellissimi insieme»

Parole forti, che con professionalità e consapevolezza spazzano via queste accuse. Dal canto nostro siamo consapevoli del legame tra il festival, il suo staff e gli utenti a Barzio, culla dell’elettronica in Italia da diversi anni. L’abbiamo vissuto in prima persona e purtroppo la verità é che Barzio ne pagherà il prezzo di questo passo.

Un codice etico.

I fatti contano più delle parole. Ed ecco che circa una settimana fa Nameless ha sottoscritto un codice etico nero su bianco che vi invitiamo a leggere qui. Si, perché l’etica è ancora una parte fondamentale di questo ambiente. Noi nemmeno credevamo che Nameless avesse bisogno di metterlo per scritto visto che da anni, nella nostra posizione ma anche in quella degli utenti, abbiamo visto palesemente l’impegno in ogni singolo punto presente nel codice. Dovrebbe essere normalità. Alberto e il suo staff lo sanno molto bene, ma non solo loro si sono espressi in merito. Anche la leggenda Claudio Coccoluto si é espresso in merito a un codice etico per i locali, fondando un’associazione, la Club Festival Commision, volta a guidare i club verso una nuova normalità, aiutandosi reciprocamente nel rispettare le normative. Ecco le sue parole a CorriereTV. Da notare anche le su parole in merito al poco sfruttamento del clubbing in ottica turistica per quanto riguarda la città di Roma in cui vive da tanti anni. Parole da noi condivise su scala nazionale e non solamente per la scena romana.

 

Conclusioni.

Nameless con il suo codice etico ha quindi pubblicato uno strumento di responsabilità sociale oltre ad aver espresso un futuro aumento di capitale per progredire ancora. Per fare da esempio diciamo noi. Da sempre sono diverse le problematiche della filiera dell’intrattenimento nel nostro paese, un po’ per mancanza di sostegno ma soprattutto per mancanza di etica. E forse questo periodo senza eventi é l’occasione per sistemare ciò che non va e gettare le fondamenta per un futuro diverso, ma sicuramente migliore e con un’etica. Nameless, Alberto Fumagalli e il suo staff lo stanno facendo in primis. Speriamo che sia la scossa giusta che possa dare il là a una rinascita del settore in un paese come il nostro che di artisti, musica ed emozioni ne ha a bizzeffe. Perché ruota sempre tutto lì, attorno a musica e passione. Sempre.

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