Dopo un’estate trascorsa senza poter organizzare nulla che vedesse coinvolta la musica, gli olandesi hanno deciso di prendere in mano la situazione e dire basta alle numerose incertezze sul futuro degli eventi nel paese. A questo proposito, infatti, si sono tenute due marce (rispettivamente il 21 Agosto e 11 Settembre) di protesta pacifica in varie città olandesi per chiedere al governo festival sicuri e nel pieno rispetto delle norme anti-covid, per permettere a più di 100.000 addetti ai lavori di riprendere le loro mansioni, tornare a creare momenti di condivisione e unione tra le persone, far in modo che ognuno si esprima in modo totalmente libero attraverso la musica. Non si tratta infatti di solo guadagno e turismo ma di un settore che permette ai giovani provenienti da ogni parte del mondo di divertirsi e abbattere qualsiasi barriera legata alla diversità. La proposta dei manifestanti è di far ripartire gli eventi dal primo settembre poiché, a differenza delle manifestazioni sportive, i festival sono vietati fino all’1 settembre e i locali restano chiusi fino all’1 novembre. Considerando che la campagna vaccinale è già a buon punto (85%), gli olandesi si chiedono quanto ancora dovranno aspettare per potersi divertire nuovamente.
Questa situazione ha logicamente coinvolto l’organizzazione della conference+festival annuale Amsterdam Dance Event, che ha portato nel 2019 oltre 400mila visitatori da tutto il mondo per networking, eventi, panel, showcase, festival di musica dance/elettronica.

Amsterdam Dance Event

Durante la sua più recente conferenza stampa, il governo olandese ha annunciato la sua nuova serie di regolamenti Covid, incluso il mandato che i club, i locali e gli eventi al coperto sono costretti a chiudere tra le 00:00 e le 06:00. Nonostante queste restrizioni, lo staff di ADE è pronto ad organizzare un festival sicuro e rispettoso delle nuove norme anti covid. “Sin dalla conferenza stampa, siamo stati sovraccarichi di messaggi di organizzatori disposti a fare tutto il possibile per portare avanti i loro eventi entro le misure attuali”, ha detto il co-direttore Meindert Kennis. “E vogliamo fare tutto il possibile per sostenerli nei loro sforzi per far ripartire l’industria live”. Nei prossimi giorni, il team ADE e il consiglio comunale di Amsterdam esamineranno gli ultimi dettagli delle nuove normative per ogni tipo di evento all’interno del festival. Nonostante il grande traguardo raggiunto, alcuni importanti eventi come l’AMF alla Johan Cruijff Arena e la conferenza ADE Pro sono stati annullati. “La decisione di posticipare ADE Pro, per molti professionisti della musica il periodo lavorativo più importante dell’anno, è stata particolarmente difficile nel momento in cui l’industria ne aveva più bisogno”, hanno affermato i direttori. “Inoltre, abbiamo bisogno di tutte le nostre risorse disponibili per coordinare gli eventi dell’ADE Festival nel modo più efficiente e al meglio delle nostre capacità, nelle poche settimane che ci restano”. Gli organizzatori hanno già comunicato che ogni acquirente dell’ADE Pro Pass verrà contattato con maggiori informazioni sul proprio biglietto entro pochi giorni. Tutti coloro che hanno acquistato i biglietti per Amsterdam Dance Event avranno l’opportunità di rimborsare il loro Pro Pass o spostarlo al 2022.

COMUNICATO UFFICIALE

UNMUTEUS

È questo il nome del movimento di protesta che ha organizzato le due giornate di marcia nelle strade e piazze olandesi per poter finalmente gridare il loro sdegno nei confronti della condotta tenuta dal governo in merito al settore musicale. Infatti, in Olanda e in molti altri paesi europei (Italia compresa), i politici si sono occupati di tutto tranne della ripartenza degli eventi concernenti la musica. Il più delle volte si è optato per le soluzioni più rapide e sbrigative (come il posticipare continuamente le riaperture) o addirittura drastiche (con la chiusura definitiva del mondo della notte). I gestori dell’evento poi, per dimostrare la serietà della manifestazione, hanno fornito ai partecipanti rigorose regole anti covid da rispettare. Tra queste troviamo, ovviamente, l’obbligo di mantenere il distanziamento sociale, tenere pulita la città, non causare disturbo ai residenti ed evitare ogni sorta di violenza fisica e verbale. La prima protesta si è tenuta alle 14:00 del 21 Agosto nelle sei città principali: Amsterdam, Rotterdam, Utrecht, Groningen, Eindhoven e Nijmegen. Non poteva mancare poi il supporto dei dj che, in quanto principali protagonisti del settore eventi, hanno aderito all’iniziativa tramite video in cui invitano a partecipare all’evento (ne sono esempi Armin Van Buuren, Mike Mago, Mr Belt & Wezol) o che si fanno ritrarre all’interno della marcia (vedi il profilo di Lucas & Steve). Non solo artisti ma anche gli organizzatori di ADE hanno sponsorizzato questo progetto ed è così che più di 70.000 persone si sono riversate per le strade di Amsterdam (e non solo) con striscioni, cartelloni e slogan per sostenere e difendere il mondo della musica e degli eventi in questo difficile periodo storico. Per rendere la protesta ancora più valida e ufficiale, gli organizzatori hanno scritto una lettera a nome di tutti i partecipanti in cui espongono al primo ministro Rutte, al ministro della salute, del benessere e dello sport Jonge e al ministro della giustizia e sicurezza Grapperhaus le loro proposte.

Il secondo round
Sabato 11 settembre, sempre alle 14:00 e nelle stesse città coinvolte poche settimane prima, si è tenuta una seconda manifestazione targata Unmuteus, per continuare a protestare in modo pacifico contro la chiusura dei locali e del settore eventi in Olanda. Questa volta hanno partecipato in 150.000 e tra la folla si è fatto sentire anche il dj & producer Ibranovski che, munito di cartellone recante la scritta “Fight for your right to party”, ha marciato insieme a tutti gli altri addetti ai lavori del settore.

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A questo punto viene spontaneo chiedersi che cosa stia succedendo realmente in Europa per quanto riguarda il settore eventi, perché in alcuni paesi è possibile partecipare a festival come se il covid non fosse mai stato un problema – pensiamo ai recenti Creamfields in Inghilterra ed Electric Love in Austria ma anche ad Untold e Saga che si sono appena svolti in Romania –  e invece in altri bisogna manifestare, facendosi sentire a gran voce, per poter ottenere delle risposte e un minimo di libertà.

About Eleonora Vologni

Laureata in lettere moderne all’Alma Mater Studiorum di Bologna, frequento la facoltà magistrale di giornalismo e comunicazione perché da sempre scrivere è la cosa che mi riesce meglio. Vorrei poter unire l’utile al dilettevole e quindi conciliare la scrittura con la musica, la mia più grande passione.

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