Lo scorso weekend è tornato in scena uno degli eventi più attesi della Festival Season 2022: il Kappa FuturFestival di Torino.

Oltre 70 artisti si sono alternati sui 4 palchi allestiti nella cornice di Parco Dora, per oltre 36 ore di musica, in un contesto che ha visto la partecipazione di più di 85mila persone, provenienti da 105 paesi differenti.

Noi di YouBEAT eravamo naturalmente presenti e di seguito potete leggere le varie impressioni del team durante i differenti giorni della manifestazione.

DAY 1
Festival impeccabile, sono tornati più forti di prima! Location molto suggestiva per il genere trattato, che accoglie anche il visitatore più scettico in un contesto post industriale tipico della scena. I palchi grezzi sono degni di un festival che promette di regalare emozioni inaspettate e che, con l’arrivo della sera, si trasformano in un mix psichedelico degno di nota grazie a luci e grafiche, talvolta forse un po’ carenti vista la qualità degli artisti presenti. Questi ultimi  danno il meglio di loro in ogni singolo pezzo nonostante le temperature altissime e un pubblico molto esigente. Va detto che anche i piccoli artisti reggevano il confronto con i grandi evitando tempi morti o attese per gli artisti principali e in questo senso la line up è stata pensata per non perdersi nessun top Dj.
Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo c’è poco o niente da dire: tempi di attesa per ingressi, stand food and beverage e gadgets quasi inesistenti, operatori super disponibili, pulizia costante degli spazi, primo soccorso sempre presente ed un app, “Woov”, su misura per il festival, utilissima per seguire i propri artisti preferiti e per orientarsi al meglio. Unica critica da muovere nei confronti dell’organizzazione riguarda il tema dei powerbank, vietati all’interno del festival senza però prevedere punti di ricarica per i cellulari.
Infine l’esperienza personale, coinvolgente dal primo all’ultimo set, portando alto il nome dell’Italia nel contesto internazionale, capace di attirare pubblico da ogni parte del globo. Si provano sensazioni fortissime, nonostante si possano avere gusti musicali diversi, il godimento è incondizionato da parte di tutti.

Best sets: Peggy Gou, John Summit, Michael Bibi, Wade, Chelina Manuhutu

 

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DAY 2
Il secondo giorno di Kappa FuturFestival, il cui sold out era già stato annunciato, non ha deluso le aspettative. Gremite le entrate A e B, che seppur con qualche intoppo, grazie all’ottimo lavoro svolto dagli steward, hanno saputo convogliare al meglio le migliaia di persone presenti, permettendo un facile accesso al festival. Impossibile non citare i set di Dave Whelan e Mike Di Scala, in arte “CamelPhat”, che hanno preceduto Diplo e Solomun, in un crescendo che ha alzato le già roventi temperature registrate nella giornata di sabato, che non hanno però fermato le migliaia di persone presenti allo Jäger Stage, che hanno potuto successivamente godersi il set in back2back di Jamie Jones & The Martinez Brothers, che hanno anticipato l’esibizione live di Carl Craig con Jon Dixon, chiusura ideale per questo stage il sabato.

 

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Il Futur Stage nel frattempo ha visto passare in console nomi come Tale of Us e Pan-Pot, che hanno fatto ballare le migliaia di appassionati accorsi nonostante il polverone che spesso si alzava, naturale conseguenza di un periodo di siccità come quello che stiamo vivendo in questi giorni. Degno di nota l’intervento dei vigili del fuoco che irrigando il terreno cercavano di porre rimedio al problema.

Il Latz Stage ha riservato momenti di puri virtuosismi, con l’esibizione di Ricardo Villalobos b2b Craig Richards b2b Sonja Moonear, che, complice anche un Bubble Show ad opera di alcuni ragazzi di fronte al palco, ha contribuito a creare un’ottima atmosfera, a tratti quasi onirica.

Nel frattempo, il Dora Stage vedeva la chiusura del Day 2 di Kappa FuturFestival affidata a The Blessed Madonna, energica e davvero “presa bene”, che ha saputo intrattenere il proprio pubblico fino all’ultimo secondo.

 

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Best sets: Solomun, Carl Craig (live) & Jon Dixon, Pan-Pot, The Blessed Madonna

DAY 3
L’ultima giornata del festival, una domenica da ricordare che si apre con i set degli italiani Nicola Gavino, Riverside, Rude, Blackchild, Marbox e Young Marco.
Temperature elevate, il caldo si sente nella coda che scorre veloce all’ingresso ma per fortuna i punti acqua sono ben disposti e sempre attivi e le zone d’ombra non mancano.
L’iconico Jäger Stage parte subito forte con il greco Detlef, per poi proseguire con i Solardo che iniziano già a riempire lo stage dalle 15:30.
Parallelamente parte la leggenda Carl Cox dal Futur Stage, il palco più esteso dei 4 presenti che già era gremito per la star britannica.
Alle 17:00 inizia il duo Bedouin dallo Jäger Stage e l’italiano Enrico Sangiuliano dal Futur Stage, che propongono entrambi set raffinati e contaminati.
Il Latz Stage, all’altezza del Gate A, ospita l’inglese Pawsa che con la sua tech-house eclettica e una giusta dose di rivisitazioni esclusive non delude le aspettative e fa alzare la tanta (forse troppa) polvere come per il successivo B2B targato Solid Grooves tra Michael Bibi e Seth Troxler, davvero unico e con un’energia notevole.
Un’esibizione live fuori dal coro, a staccare e far riprendere il fiato rispetto ai set precedenti ma soprattutto i successivi, è stata quella di Mathew Jonson e Xx Isis xX dallo Jäger Stage, con una performance canora della songwriter, modella e ballerina Isis Kuaygarond sulle note della collaborazione “Two Faces”.

Uno dei momenti più attesi della giornata è arrivato: FISHER allo Jäger Stage.
Accompagnato da sua moglie che piacevolmente riprende la folla impazzita, ha dato tutto se stesso facendo scatenare la pista con le sue hit dalla recente “It’s A Killa” alle storiche “Losing It” e “You Little Beauty”, con tanto di cartelloni a lui dedicati e poghi.
Dalle 20:30 a mezzanotte il Futur Stage diventa casa del nostro Joseph Capriati che prima da solo e poi in B2B con Carl Cox chiude il Kappa in bellezza, mentre nel Futur Stage ci pensa il veterano Danny Tenaglia e per il Dora Stage la tedesca Helena Hauff.
Il Latz Stage presenta in chiusura i due set di Dennis Cruz e Paco Osuna, mantenendo l’offerta Tech-House attiva e ben apprezzata fino alla fine parallelamente ai palchi principali dove Techno e House hanno chiuso i giochi.

Best sets: Fisher, Bedouin, Pawsa, Michael Bibi b2b Seth Troxler

Grazie Kappa FuturFestival e congratulazioni!

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