Florent Hugel, in arte HUGEL, è un DJ e producer francese, classe 1987 e originario di Marsiglia. Nel corso degli anni vediamo collaborazioni con artisti come Robin Schulz e Alok, insieme a remix di generi come la reggaeton di J Balvin, di tormentoni come “Breaking Me” e “Jerusalema”, che hanno sempre fatto ballare tutti quanti in ogni stagione dell’anno.

Qualche giorno fa, abbiamo avuto l’occasione di intervistarlo e fargli qualche domanda, tra cui una relativa al suo ultimo brano “Morenita”, rimasta inedita per un anno e uscita ufficialmente solo qualche mese fa, riscuotendo un successo senza precedenti con i suoi 10 milioni di streams.

Ciao Flo! Grazie per l’opportunità e la tua disponibilità. Siamo Matteo ed Eleonora e siamo felici di averti come ospite di quest’intervista. Possiamo iniziare?
Il piacere è tutto mio. Cominciamo!

Vorrei iniziare parlando di Morenita, che è uscita in questo periodo qua in Italia, nonostante sia stata rilasciata da un po’ di tempo. Vorremmo sapere, c’è un qualche legame e/o ispirazione da Corre Morenita, inoltre ci puoi dire come te ne uscito con l’idea per la canzone ed il video, che è molto divertente?
Ho creato questa canzone durante il primo lockdown del 2020. Dovete sapere che vivevo ad Ibiza in quel periodo e quando è successo tutto, mi sono ritrovato chiuso nel mio appartamento. Prima del COVID-19, mi era sorta l’ispirazione di fare musica in spagnolo. Ho trovato dei sample, ho creato il beat ed ero felicissimo di suonarlo dopo la pandemia; ho pensato ad un qualcosa di molto estivo, perché ho pensato che sarei riuscito a suonarla live in quel periodo ma poi non è successo. Quindi abbiamo rilasciato la canzone ufficialmente, prendendoci un anno per perfezionare i sample e tutti i dettagli e poi quest’estate l’abbiamo rilasciata.

Come ben sai, il COVID ci ha costretti a stare in casa e a dedicarci alle nostre passioni e professioni – nel tuo caso, produrre e fare il DJ. Hai preso parte ai Virtual Festivals (come quello di 1001Tracklist 3.0). Come ti sentivi quando realizzavi di non avere una folla davanti a te? Questo ti ha scoraggiato quando era il momento di creare i tuoi set?
Quando si parla di fare festa, quello a cui si pensa subito è la sensazione di essere coinvolti tutti insieme, dentro e fuori, di essere a contatto con altri esseri umani, incontrarne di nuovi e cercare di connettersi con loro. Il fatto di Internet è invece complicato, però ecco, non mi sentivo affatto scoraggiato in quanto le due cose sono completamente diverse; quando faccio qualcosa per Internet, non ha nulla a che fare con le persone, lo streaming è tutt’altro per me.

Andiamo avanti con un’altra domanda; questa è del nostro team, più precisamente del nostro collega Rudenzio. Si tratta del tuo “prossimo passo”: sei un artista ed è interessante come stai sviluppando il tuo percorso musicale con brani, come Bella Ciao e altri; quali sono i tuoi prossimi passi in termini di suoni e obiettivi? Sappiamo anche che hai fatto collaborazioni con suoni del tutto diversi dal solito, anche molti progetti interessanti e molto belli.
Fondamentalmente vengo dal background dello scorso anno, principalmente mainstream. Penso che il COVID-19 abbia cambiato molto il gioco e anche il mercato; mi sento come se fossimo tornati alle radici, quindi mi sento più vicino a quello che facevo all’inizio. È fantastico per me, sapete, sono un DJ da quando avevo 17 anni e ho iniziato a mettere i dischi nei club francesi, ho dovuto adattarmi perché il mercato era orientato molto di più sulle canzoni “da radio” e nelle similari. Sento che tra il virus, le persone e i social media sono molto più aperto. Inoltre, ciò che accade a Mykonos, Ibiza e tutti quei luoghi è mosso dal cosiddetto hype, da beats come quelli techno, house e tech house. Diciamo che l’underground è il nuovo mainstream.

Sono assolutamente d’accordo. Sai, l’Italia ultimamente sta apprezzando molto gli stili di artisti come Kungs o Purple Disco Machine, artisti che riportano in vita gli Anni ’80 e la musica dance del tempo.
Negli ultimi anni prima del COVID, le persone non erano propense a ballare, quanto più a saltare. Sapete, alle feste la gente aspettava l’arrivo del drop e poi saltava, poi arrivava la pausa, si cantava e poi si aspettava che l’altro drop saltasse di nuovo. Ora la gente preferisce ballare, muoversi e seguire le vibes per tutta la notte, i beats sono più “morbidi”, c’è più ritmo e la cosa mi piace. Inoltre, la mia musica sta andando più nella house e nella tech house, a volte anche techno. Penso che i DJ siano anche tornati ai set estesi; sapete, ho fatto un set quando ho suonato a Dubai 3 giorni fa; era durato qualcosa come quattro ore, poi la settimana prima ero in Germania e ho suonato un set di 4 ore e mezza. Siamo tornati ai classici DJ set estesi che fanno viaggiare e inoltre, stanno diventando sempre più underground. È sicuramente l’inizio di una nuova direzione che porterò anche ad Ibiza, una città che mi manca tanto.

Un’altra domanda è da parte di Kevin, della nostro staff. Ti chiede, quali sono i tuoi punti di partenza e di ispirazione nella produzione? Hai un plugin preferito o VST che usi per la tua musica? E infine, qual è la tua piattaforma di streaming preferita quando ascolti la musica?
Dunque, la mia piattaforma preferita è sicuramente Spotify; sapete, la uso anche come cliente e non solo come artista; inoltre, oggi è il giorno del Wrapped, ho visto i numeri e wow, è impressionante perché non me l’aspettavo, non ero per niente pronto: quest’anno ho raggiunto 159 milioni e 100 mila stream e quasi 25 milioni e mezzo di ascoltatori, wow. Parlando del mio plug-in preferito, ne ho uno nuovo. Sapete che con Morenita sto facendo musica con delle drums un po’ più piatte, che suonano più come tribali, latine, una specie di groove che è molto difficile da mixare insieme. Però ho trovato la chiave e si chiama Transient Master di Native Instruments. È pazzesco e ne sono super felice, perché ora è molto più facile, è veramente lo step successivo [per me e la mia musica].
[Sui punti di partenza e di ispirazione] Ho iniziato con un campione, perché non sono un musicista, così ho imparato a produrre nella maniera dei semplici DJ, cioè partendo da un campione, mettendo il loop, poi aggiungendo le drums, poi altri campioni; inoltre, l’ispirazione è ovunque, potrebbe essere qualsiasi cosa.
Se volete una storia divertente, sono stato in un ristorante una settimana fa; ad un certo punto sono andato al bagno e ho sentito alcuni altoparlanti e la prima cosa che ho pensato è stata: “impressionante, questa traccia è pazzesca”, era qualcosa che valeva la pena registrare. Si può uscire e trovare ispirazione anche ascoltando la musica in ascensore, per esempio, o nelle scene di vita quotidiana. Non scherzo, è davvero da tutte le parti.

 

Parlando della tua piattaforma di streaming preferita, personalmente a me piace Apple Music per il profilo di alta qualità che mantiene e la differenza con Spotify è tutto questo: Spotify è più sui social media invece sui titoli musicali; la qualità è la chiave e la musica è l’unico protagonista.
Voglio dire, non posso davvero dire nulla su Apple Music – nonostante mi dia un grande supporto e ne sono davvero felice. Non ho quella piattaforma, dal momento che solo una è necessaria, io ho già Spotify, che conosco molto bene. Non so davvero come funziona Apple Music, perché lavoro con Spotify da un bel po’.

Ciò è collegato alla domanda successiva, perché anche nel settore musicale ci sono sempre più tensioni e problemi sulla blockchain, NFT e piattaforme musicali basate su blockchain, come Audius, Royal, ecc. Vorremmo conoscere le tue opinioni sul futuro delle blockchain e dei NFT nel mondo del music business, perché ci sono così tanti progetti interessanti ma anche molte discussioni su questo argomento.
Beh, il futuro degli NFT è crypto; se si parla di crypto, significa denaro e denaro significa paga. Tutta l’industria è stata recentemente cambiate da Internet; l’ultimo cambiamento non è ancora grande, ma sto parlando del sistema bancario, che sta arrivando e sta accadendo molto presto. Quindi sì, internet sta cambiando tutto e stiamo finendo dritti dentro al mondo digitale, in uno stato metaverso. Stiamo entrando nel mondo dei crypto e la banca sicuramente cambierà a della modalità tra due o tre anni. Anche per gli NFT è una cosa interessante perché col blockchain è facile da possedere tutto digitalmente, quindi la proprietà sta per essere molto più facilitata. Quindi credo che l’ambito musicale e le piattaforme basate su blockchain funzioneranno e anche molto bene, perché in questo momento c’è ancora il “tramite” [una persona o comunque un terzo dietro tutto quello che si fa a livello burocratico – come firmare documenti]; per la mia musica è lo stesso, Spotify paga la mia etichetta e un’agenzia raccoglie tutto e da a me; c’è da dire che passa molto tempo tra il momento in cui Spotify dà il denaro e quando io lo ricevo. Questo fattore blockchain cambierà il modo in cui l’artista guadagna soldi dalle piattaforme; non ci sarà più il tramite.

Hai progetti su questo? Vuoi dirci qualcosa?
Certo che si, anzi, devo… se non l’avessi pensato sarebbe stata la mia fine. Così come ho già iniziato a fare mosse in questo campo e credo che i miei colleghi artisti abbiano fatto lo stesso, perché come artisti siamo più connessi delle persone normali; non so dire se quest’ultime siano pronte o meno per questo nuovo cambiamento, ma credo che saranno, perché per esempio, ti ricordi il tizio che ha inventato il lettore mp3, è andato dall’etichetta circa vent’anni fa e ha detto “Hey ho qualcosa di guardare questo mp3” e tutti ridevano chiedendogli che cosa fosse quella cosa, perché lì usavano CD lì, di andarsene via e adesso invece tutti hanno le piattaforme di streaming; è lo stesso con gli NFT.

E ultima domanda – ma non meno importante – vuoi dirci se stai per rilasciare nuove collaborazioni o se sei vicino a una data ufficiale? E hai qualche suggerimento per noi su eventuali nuovi talenti che hai scoperto di recente?
Sì, presto creerò una mia etichetta e spero che la seguirete, perché sarà fantastico; sto anche lavorando con artisti incredibili; ho una fantastica collaborazione in corso con un artista britannico chiamato WH0, abbiamo trovato i campioni vocali proprio ieri, che sono di una leggenda della musica house – così pazzeschi – e c’è una collaborazione in corso con un DJ spagnolo che sta iniziando a farsi sentire con brani suonati da Michael Bibi e altri colleghi; ho una collaborazione in corso col duo italiano Jude & Frank, con il quale sono molto amico. Così anche per la traccia che è programmata per il mese prossimo – 7 Gennaio 2022 – ed è molto latina, dopodiché ho un brano che sarà rilasciato sull’etichetta di Diplo Higher Ground … dunque sì, ho un paio di collaborazioni in corso.

Riguardo all’etichetta, c’è un legame con il tuo progetto Make The Girls Dance?
Certamente, dovrebbe chiamarsi “Make The Girls Dance Records”, perché è il progetto a cui ho lavorato per tanti anni e che sarà una divisione di Warner Music; vogliono però assicurarsi che le ragazze non dicano di trovarlo un po’ sessista e onestamente, io sono l’ultima persona ad esserlo, perché non c’è niente di più bello che far ballare le ragazze e fare musica per questo scopo, quindi sto negoziando per quel nome perché voglio tenerlo, è veramente fantastico. Hanno paura, perché qualcuno potrebbe dire che non è un buon nome, e così via.

Hai fatto un ottimo branding su questo; penso che sarebbe fantastico se avesse quel nome.
Per me ha senso, ma al giorno d’oggi è molto complicato perché dici una qualunque cosa e tutti hanno qualcosa da ridire, pensano che tu sia cattivo o vuoi dire cose cattive agli e sugli altri. Oramai è la fine della libertà di espressione.

L’ultima domanda è più una curiosità. Viaggi molto, quindi che cosa hai da dire sull’Italia? Quali sono i tuoi posti preferiti, i tuoi squarci panoramici, o anche il tuo cibo preferiti, visto ci siamo incontrati in un ristorante italiano e sono curioso di saperlo!
Sapete, quest’estate ero a Venezia, era la prima volta che la visitavo. Vi racconto qualcosa di divertente: io non ho mai sentito parlare di quella città, né sapevo di persone che ci erano state, io sapevo solo che era romantico. Quindi arrivo lì, sono andato alla stazione dei taxi e ho fatto richiesta per uno, pertanto la persona incaricata mi ha dato gli orari della barca [vaporetto] e io ho insistito nel dire: “no grazie, non voglio la barca ma un taxi” … poi dopo un po’ ho capito che non c’erano le macchine normali e lui mi ha guardato come se fossi l’uomo più stupido della Terra, per poi dirmi che Venezia non ha macchine dal momento che è completamente sull’acqua; e onestamente ho pensato che si, ci poteva essere acqua, ma non così tanta!

A parte questo, quando sono arrivato e ho visto i canali, sono rimasto incantato; quella visita è stata una delle cose più belle che abbia mai visto in vita mia. Se per me la città più magica era Parigi – e non perché sono francese, da quest’estate direi che Venezia è diventata la numero uno; ovviamente adoro Milano, Roma e ogni città in cui vado.

Mentre eri a Venezia, sei andato in gondola?
Oh sì, certo. Ci sono andato, poi ho preso un Aperol Spritz; insomma, ho provato di tutto in quella città.

Abbiamo finito, grazie ancora per l’intervista! Speriamo di incontrarti presto!
Grazie a voi per avermi avuto, è stato divertente! Ci vediamo a Ibiza, take care!

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About Eleonora Mauri

Ventunenne e laureanda in Mediazione Linguistica e Culturale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, parlo 4 lingue e sto apprendendo la quinta da autodidatta. Appassionata di musica, concerti e festival, punto ad una professione nell'industria musicale. Dulcis in fundo, sono una fiera sognatrice ma coi piedi per terra.

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