Quando vediamo un vinile lo ricolleghiamo subito al secolo scorso, in quanto primo supporto ideato per l’ascolto della musica riprodotta. Era infatti il 1931 quando la RCA (Radio Corporation of America), presentò il primo 33 giri della storia. Questo oggetto così piccolo (per l’epoca) ma così innovativo ha segnato il passaggio dalla tecnologia monofonica a quella stereofonica, permettendo all’ascoltatore di fruire di brani di lunga durata.

La versione seguente, quella a 45 giri, aveva una durata media di pochi minuti per facciata ed era quindi più indicato per ascoltare tracce brevi, di musica cosiddetta leggera. Nella seconda metà del ‘900, però, il vinile è stato soppiantato da un altro supporto ancora più piccolo e maneggevole, il compact disc (CD), che ha relegato il vinile a prodotto di nicchia e per appassionati, sia per il costo che per il tipo di fruizione della musica (il formato di grandi dimensioni rispetto al CD non lo rendeva portatile).

Negli ultimi anni però, a partire dall’inizio del nuovo decennio, contro ogni aspettativa il vinile vende più del CD, riscontrando un incremento nelle vendite non solo in America ma anche in Italia e Inghilterra. Analizziamo ora i report stilati dalle varie compagnie che, nei vari paesi citati, si occupano di studiare i dati che riguardano il numero di vendite annue di musica. Esse sono rispettivamente: la RIAA (Recording Industry Association of America), la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) e la ERA (Entertainment Retailers Association).

RIAA

Nonostante sia stato un periodo difficile per il settore musicale a causa della pandemia, il 2020 per l’industria discografica statunitense è stato un anno di guadagni se consideriamo che c’è stato un incremento del + 9,2% rispetto all’anno precedente, per un totale di 12,2 miliardi di dollari.

La maggior parte dei ricavi deriva dagli abbonamenti dei servizi di streaming musicale a pagamento. Tra i più gettonati troviamo Spotify, Apple Music e Amazon Music ma anche servizi on-demand che si sovvenzionano grazie agli spot pubblicitari come Vevo, YouTube oppure le radio digitali come Pandora o SiriusXM. Tutto ciò ha determinato una crescita del 13,4% per un totale di 10,1 miliardi di dollari nel 2020.

Ricavi musica in streaming 2020

Per quanto riguarda invece i prodotti fisici, per la prima volta dopo più di trent’anni, i profitti ottenuti dalla vendita dei vinili sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli dei CD. Il vinile infatti è cresciuto del +28,7% con ricavi pari a 626 milioni di dollari; il CD invece ha visti diminuiti i suoi guadagni del -23% con un totale di 483 milioni di dollari, intraprendendo così la strada del declino.

Dati vendite cd e vinili 2020

FIMI

Nel 2021 il mercato discografico mondiale è cresciuto di un +18,5% con un ammontare complessivo di 25,9 miliardi di dollari. L’Italia non resta indietro, anzi dopo cinque anni di assenza torna nella top 10 dei mercati più rilevanti, con un profitto del +27,8% che si traduce in oltre 332 milioni di euro di ricavi.

 

Sono sempre gli abbonamenti alle piattaforme di streaming musicale a trainare il mercato con un +35,6% di crescita. Si stima che in una settimana, gli ascoltatori italiani realizzano in media oltre un miliardo di stream. Nel 2021, infatti, gli italiani hanno impiegato ben 19 ore a settimana nell’ascolto di musica, soprattutto la fascia di abbonati che va dai 16 ai 24 anni. Forte impatto su questo andamento positivo hanno avuto anche il settore del video streaming (che guadagna tramite la pubblicità) e le vendite di musica italiana all’estero.

Anche in Italia prende piede il fenomeno che vede prevalere il vinile sul CD, ottenendo un +79% di incremento nei guadagni. Aumentano anche i ricavi da altri formati che tornano in voga, come ad esempio le musicassette (+245%). Il CD invece ottiene soltanto un +10,6%. È anche grazie a incentivi come il Bonus Cultura 18 App che il mercato italiano dei supporti audio rinvigorisce.

 

ERA

Nel Regno Unito le vendite musicali nel 2022 sono aumentate del 3%, totalizzando quasi 2 miliardi di sterline e raggiungendo il livello più alto dal 2003. Il CEO di ERA, Kim Bayley sostiene che: “ci stiamo avvicinando a uno spartiacque. Grazie agli investimenti e all’ingegnosità dei servizi di streaming da un lato e ai rivenditori fisici che hanno guidato la rinascita del vinile dall’altro, la musica è in vista di superare i 2 miliardi di sterline di valore delle vendite al dettaglio per la prima volta in più di due decenni. La musica deve essere fantastica per attirare l’attenzione della gente, ma è l’esperienza di acquisto e consumo che alla fine convince le persone a mettersi le mani in tasca”.

Le vendite di musica su supporti fisici sono state incrementate dall’uscita di album che hanno ottenuto un successo planetario nel giro di pochissimo tempo come: “Midnights” di Taylor Swift e “The Car” degli Arctic Monkeys ma anche le pubblicazioni di Cliff Richard e Andrea Bocelli in occasione delle festività natalizie (periodo dell’anno favorevole per aumentare le vendite e di conseguenza anche i guadagni). “Midnights” di Taylor Swift ha venduto oltre 89.000 copie in solo due mesi dall’uscita, diventando il vinile più venduto del 2022. “Harry’s house” di Harry Styles invece si conferma il miglior album sia in formato fisico che digitale.

 

Nonostante il vinile sia più costoso del CD, le vendite sono cresciute del +11% per un totale di 116,8 milioni di sterline mentre quelle del rivale sono diminuite del -17,4%, ammontando così a 98,3 milioni di sterline. Il successo del vinile può essere spiegato dalla lealtà dei fan e dagli appassionati del supporto musicale. In più il formato in vinile, rispetto al CD, è più esclusivo e da veri e propri collezionatori. Quindi gli ascoltatori, anche se devono spendere di più, preferiscono avere un prodotto più raro e di nicchia rispetto al CD o al file audio. Il principale motore della crescita dei guadagni resta però lo streaming musicale dai principali servizi come Spotify, YouTube, Amazon e Apple Music. I ricavi degli abbonamenti sono aumentati del +5% in un anno, per un totale di 1,66 miliardi di sterline.

Dati ERA 2022

In una fase di ripresa del settore musicale e dell’industria ad esso correlata, quali saranno le prospettive di questo anno appena iniziato? Il vinile continuerà ad avere la meglio sul CD e le piattaforme di streaming musicale saranno ancora le più utilizzate oppure andremo incontro a nuovi cambiamenti all’interno di questo mercato in continua evoluzione?

About Eleonora Vologni

Laureata in lettere moderne all’Alma Mater Studiorum di Bologna, sono laureanda alla facoltà magistrale di giornalismo e comunicazione, perché da sempre scrivere è la cosa che mi riesce meglio. Vorrei poter unire l’utile al dilettevole e quindi conciliare la scrittura con la musica, le mie più grandi passioni.

View all posts by Eleonora Vologni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *