6Shots Episodio #02: Rudeejay!

Abbiamo da poco inaugurato il nostro nuovo format #6Shots, un doppia Live su Instagram con 6 domande, “6 colpi” da rivolgere all’ospite del giorno. Dopo il primo episodio con Stefano Ranieri che ha ospitato Kharfi, per il secondo episodio il nostro nuovo salottino social ha ospitato niente meno che Rudeejay. L’artista italiano, nativo di Bologna, ha risposto alle nostre domande per raccontarsi brevemente dal primo approccio alla musica nell’estate del 1998 alla notorietà attuale.

 

 

BUON COMPLEANNO!
  • 34 anni e tanto affetto da parte dei fan nonostante un compleanno particolare! Come l’hai vissuto?

Non è stata una vera e propria festa ovviamente, ma ho potuto festeggiare comunque in casa in serenità. Le feste vere ormai sono quelle che facciamo così in diretta! La vicinanza di tutti quei ragazzi che sono collegati ora con noi, li salutiamo, e che hanno realizzato un video di 14 minuti di auguri per me, è stata una cosa incredibile. Due ragazze hanno capitanato la cosa, hanno raccolto via Instagram tutti quesi video-auguri e mi ha davvero riempito il cuore oltre che essere mia forza rispetto magari ad altri colleghi il rapporto appunto sui social con chi mi segue. Diciamo che c’è anche questa teoria secondo la quale abbiamo creato una sorta di famiglia. Vedere persone con una maglietta o un cappellino con scritto #ARRIVARUDEEJAY  che arrivavano alle serate da varie parti d’Italia ballare e stare insieme per questo motivo. Come dire, quasi un senso di comunità difficile tante volte da trovare! Il culmine è stato questo video per il quale ho fatto una storia di ringraziamenti con il mio filtro con gli occhiali perché mi sono davvero commosso tanto e avevo tutti gli occhi rossi!  Un compleanno diverso ma non per questo poco emozionante, anzi forse questa situazione ha amplificato il tutto. Si sta dando molto più spazio alle emozioni!

#LAMUSICANONSIFERMA
  • Non ci piace fermarci e nemmeno a te. Cosa state combinando tu e DJ Matrix con #LAMUSICANONSIFERMA? 

Nonostante l’abbiamo creata io e Matrix, non abbiamo la presunzione di suonare ogni sabato perché è nata con un altro intento. #LAMUSICANONSIFERMA ha come obbiettivo il coinvolgimento di più professionisti possibili del settore e di dare spazio ai tanti colleghi di esibirsi in questo periodo in cui dal vivo non è possibile. Questa settimana dopo quasi un mese torno io con EDMMARO, poiché per l’edizione pasquale abbiamo optato una cosa “in famiglia”. Sicuramente nelle prossime settimane daremo spazio anche alla rotazione di nomi che ancora non si sono esibiti. Il progetto quindi, sta andando benissimo! La fortuna è stata che in un momento come questo in cui siamo pieni di dirette, siamo stati quelli che sono partiti tra i primi, il 29 febbraio. Le prime due addirittura le avevamo fatte fisicamente in delle discoteche chiuse con tutto a disposizione. Ora infatti da qualche settimana abbiamo optato per un Home Alone Edition. In sostanza ora è come la fanno tutti,  in attesa di poterlo magari rifare come in origine nella cosiddetta Fase2.

Pensieri & Considerazioni.

Non abbiamo scoperto l’acqua calda ma sono contento che siano nati molti format simili a noi. Un po’ meno di chi magari ha copiato e basta. In un momento storico come questo però non ha senso farsi la guerra, è bello vedere tanta collaborazione, e la voglia di fare del bene insieme in più occasioni possibili. Il mondo della notte, quello da cui veniamo noi, quello che c’era e ora non c’è più, è sempre stato tosto, molto difficile. Io mi auguro che quando finirà tutto questo il nostro settore non torni com’era prima. Spero ci sia comunque una voglia costruttiva veramente a 360 gradi. Adesso è facile fare tutti i buoni, invece secondo me è bene che si continui con questo bel mood anche dopo la fine di questa situazione.

EASTER PACK 3
  • Sicuramente stai passando molto tempo in studio! E’ uscito il tuo EASTER PACK 3, ora a cosa stai lavorando?

Ah volete le anteprime! Anteprime non posso farvene ascoltare perché altrimenti le case discografiche con le quali sono sotto contratto mi fanno il mazzo! (Ride) Ci sono tante cose in uscita pesanti. La cosa che più mi dispiace è che fare uscire musica in un momento storico come questo, soprattutto la musica Dance. Il massimo in cui tu puoi proporre le tue produzioni sono le dirette live ed è un po’ come lanciare una bomba nel vuoto. Sembrerà una delle solite frasi esagerate che piacciono a me, ma mi dispiace moltissimo vedere uscire alcune tra le release più importanti della mia carriera in un momento così. Da un lato sono felicissimo dall’altro mi dispiace molto. Anche solo guardando le statistiche degli streaming, è evidente un calo. In fondo la Dance è un genere di aggregazione da weekend, o da viaggio per esempio. Ora che gli spazi da musica da ballo sono stati chiusi, uscire con produzioni dance è un salto nel vuoto. Ma come diciamo sempre la musica non si ferma!

La Produzione secondo Rudeejay.
  • A proposito di studio, in che modo approcci la produzione?

Ecco! Questa su questa cosa sto faticando. Le mie produzioni sono sempre state figlie della pista da ballo. Tutta la mia musica, tutta la mia ispirazione che portavo poi in studio la prendevo dalla discoteca. Ora non lo posso più fare! Le produzioni di cui ti parlavo prima, che devono uscire a breve erano produzioni in realtà pronte dall’anno scorso, perché la discografia è molto diversa da fare per esempio il bootleg e il mashup di Auto Blu di Shiva che 24 ore dopo che è uscito sei già pronto. Per quanto riguarda questo caso siamo sereni. Con i mashup sto entrando un po’ in modalità catena di montaggio, li faccio per necessità per dare qualcosa ai miei set live. Dall’altra parte a me sta un po’ mancando l’ispirazione. Non ho più il metro di paragone della dimensione live nel senso stretto del termine, capito? Proprio toccare con mano quello che c’è da fare poi in studio di produzione. Fino a qualche mese fa il mio modo di pormi in studio era quello. Vado in discoteca. Vivo la discoteca. Vado in studio. So cosa devo fare in studio. Parli con un deejay che è sempre stato deejay. Seppur molti della nuova generazione mi vedono come una novità, come dicevamo in apertura sono 20 anni che faccio questo e appartengo alla “vecchia guardia“. Sono un deejay, lo studio di registrazione è arrivato dopo le serate. Mentre oggi il procedimento base è l’opposto. Faccio i dischi e con i dischi vado a fare le serate. Quindi adesso questa cosa per me è stata sempre un grande aiuto mentre ora purtroppo non la ho più.

A livello tecnico aggiunge…

Io personalmente lavoro con Logic Pro X. Poi in questo momento facciamo tutto via Skype con i miei studio partners, perché siamo diventati una sorta di team di produzione Rudeejay & Da Brozz. Quindi oggi in questi termini è difficile parlare di noi singolarmente. E a tal proposito quando sono in studio con Lele dei Da Brozz, che si occupa del lato più tecnico delle produzioni, avendo lui sempre lavorato su Cubase, ho imparato a usar bene anche quello dopo tanti anni a stretto contatto. Alla fine è come un mixer o dei cdj. Dopo averne studiato bene uno si somigliano un po’ tutti.

Purismo e Mashup.
  • Oltre ad aver rilasciato su Musical Freedom e su altre etichette con vari artisti italiani con cui hai lavorato come EGO, lavori molto alla produzione di mashup. Mashup che molti disdegnano. Tu che sei evidentemente pro come vedi questa situazione?

C’è sempre stato del purismo, della puzza sotto il naso. Più che altro chi disdegna i mashup secondo me appartiene a un’epoca che si è completamente eclissata. Quelli che li hanno disdegnati sono stati quelli che non si sono resi conti che in un momento storico un bootleg o un mashup nel mondo della dance, dava ad un dj un ritorno non monetario ma di pubblico tanto quanto una piccola hit (proprio per il discorso discografico e di pirateria di rete). Questo secondo me è stato il cambiamento e probabilmente molti si sono trovati impauriti da questo perché non sono riusciti a cavalcare l’onda del cambiamento. E allora cosa fai?! E’ la solita storia della volpe e l’uva. Nel mio caso specifico ho iniziato con delle produzioni e poi mi sono spostato e specializzato su bootleg e mashup toccando con mano la differenza. Poi ovvio non ho fatto nessuna hit mondiale, magari la penserei diversamente. Chi ha fatto degli anni senza usare un mashup è perché probabilmente il cambiamento non l’ha percepito. Poi parlano i fatti perché tante persone di quelle hanno smesso.

Nuovi talenti italiani per Mashup/Bootleg.
  • Dacci un consiglio sui talenti italiani che scopri da mashup e bootleg!

Ci sono dei ragazzi molto in gamba in Toscana, come Parka, Durzo e Casiraghi. Come sapete nel mio programma radio ricevo tantissimi bootleg e mashup tutte le settimane che poi passo su Radio WOW. Ho visto che i lavori di questi ragazzi sono tra i più ricorrenti. Un’altro molto bravo è Haegi che mi ha mandato un paio di mashup molto interessanti che ho anche suonato in alcuni miei set. Dico bravi a chi riesce a farmi avere dei lavori da usare nei set, perché ormai tendenzialmente uso solo lavori miei quindi se uso quello di qualcun altro mi ha proprio entusiasmato. Sulle produzioni invece l’Italia è molto zeppa di talenti. Ovviamente ho evitato di farmi nomi di persone con cui lavoro come EDMMARO o Angemi, ma anche lo stesso Kharfi. In Italia siamo pieni di talenti anche sulla produzione, ad esempio MorganJ o Luca Testa. Il problema in Italia rispetto magari altri paesi del Nord Europa è che c’è stata poca cooperazione. Vi dirò, ho fatto anche molta fatica a coinvolgere molti artisti solamente per #LAMUSICANONSIFERMA. Ho dovuto presentarmi con numeri alla mano, e a quel punto li ho convinti. Si percepisce ancora l’assenza di spirito di squadra nonostante dalla situazione attuale ne gioveremmo tutti sicuramente. Diamoci una mano! Lo facciamo per amore della nostra attività e fare ciò sappiamo fare, far ballare e divertire le persone. Manca un po’ di umiltà. Io sono stato criticato anche per la mia umiltà, ma ammetto che a volte mi si è ritorta contro. Ci sono persone che la scambiano per una maniera per approfittarsi e non come una qualità positiva.

 

Conclusione e prossimi appuntamenti.

Tra discorsi che passano dalla release di Children su Musical Freedom, la label di Tiesto, ad accenni della sua personale soddisfazione dell’esperienza nel suo tour in Giappone, ormai ovunque nel mondo la musica di Rudeejay c’è. Non perdetevi #LAMUSICANONSIFERMA ! Augurandogli il meglio, lo ringraziamo tantissimo per la sua partecipazione nel nostro secondo episodio di #6Shots. Non perdetevi il prossimo appuntamento il 15 Aprile con il nostro primo ospite internazionale. 6shots

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