Leandro Da Silva è un produttore italo brasiliano, Dj #9 al mondo secondo la classifica di 1001tracklist 2020 e #139 secondo Dj Mag 2019. Oltre alle numerose release su etichette come Spinnin, Protocol, Altramoda e Ego è anche co-fondatore di Origami Management e A&R e CEO della label Black Lizard.
Abbiamo avuto il piacere di avere Leandro ospite per questa nuova puntata di #6shots, tra musica dance in tempo di quarantena e nuovi progetti.

1. Stefano: Quanto conta entrare in top1001 tracklist? Qual è il tuo rapporto con queste classifiche?

Leandro: Non così importante secondo me, le classifiche lasciano il tempo che trovano quando si parla di una cosa soggettiva come la musica.
E’ comunque importante per la carriera, in quanto è una ottima vetrina entrare in una grossa classifica, hai la possibilità di poter far parlare di te e di raggiungere un pubblico più ampio.
Essere nella top10 di 1001 tracklist più che altro fa piacere perchè, essendo una classifica basata su quanto vengono suonate le tue tracce, vuol dire che la mia musica è apprezzata e suonata da altri dj in tutto il mondo.

2. Stefano: Se dovessi fare la tua top 5 del 2020 chi inseriresti?

Leandro: Metterei, come ha fatto Dj Mag, David Guetta in testa, seguito da Tiësto; questo perchè, pur non essendo produttori di primo pelo, hanno seguito e dettato le regole della musica dance e e della sua discografia.
Ciò non è facile, soprattutto per artisti con carriere pluridecennali, ci vuole molta umiltà a mettersi in gioco per così tanto tempo e sono sempre pronti a imparare da chi hanno davanti.
A seguire metterei delle nuove leve come i Solardo e Sonny Fodera, che sono riusciti a portare un genere come l’house al mainstream.
In quinta posizione metterei lo staff del Tomorrowland per il loro impegno nel poter reinventare il festival come evento streaming, creando uno spettacolo unico.

3. Stefano: Parliamo di Black Lizard, la tua label, come gestisci la tua figura di A&R e lo scouting?

Leandro: Partendo dall’inizio, tutto nasce con Origami, management di artisti aperto coi miei soci, sotto la quale ho aperto anche Black Lizard, per poter rappresentare il mio mondo e la mia musica.
Passo in rassegna costantemente le demo che ci arrivano, cercando di scegliere quelli in linea col mio stile e con lo stile dell’etichetta, dando spazio a molti dj, italiani e non. Siamo, nel settore, quella label medio/piccola che viene usata come trampolino per poter rilasciare su altre etichette importanti come Spinnin o Hexagon grazie anche a come lavoriamo.

4. Stefano: Cosa ci puoi anticipare delle tue prossime release?

Leandro: La mia prossima release sarà appunto su Black Lizard il 18 dicembre, giorno del mio compleanno, in collaborazione con Rion S, già presente come voce per “Breathe”, uscito su Altramoda.
Sempre su Altramoda ho un’altra release prevista per Gennaio, mentre a Febbraio sarà la mia prima volta su Hexagon.
La notizia è fresca fresca, il pezzo si chiamerà “Get Lit” e sarà la quarta collaborazione con Sam Stray Wood è stata pensata come follow-up di “Big Flex”.
Prodotta inizialmente per NYX, sub label tech house di Future House Music, ho proposto la traccia anche a Hexagon e Insomniac, trovandomi nella scomoda situazione in cui entrambe le label erano interessate al brano, alla fine la scelta è ricaduta su Hexagon, con cui ci sono in ballo altri progetti di cui non posso ancora anticipare nulla.

5. Stefano: Come è mutata la scena Techno e House nell’ultimo anno e come può cambiare ancora questo movimento?

Leandro: Questo genere di musica è sempre stato visto come underground e di tendenza, rendendolo per definizione un genere di nicchia ma, negli ultimi anni, facendosi spazio sempre più nel mainstream, la house e la techno sono entrate di prepotenza anche in cataloghi di etichette sempre più grosse.
Gli artisti si dividono in due classi ormai: quelli che fanno gli streams con le hit e la realtà di Beatport, dove l’underground la fa da padrone, dando un introito importante a questi artisti che non vedono più nei live l’unica fonte di reddito.
Questo ha generato una corsa all’oro che ha portato anche generi come la techno o l’house ad omologarsi alle regole di mercato: trovo ormai arduo riuscire a distinguere un disco degli Artbat da uno di Kolsch o di un qualsiasi artista commerciale che sta sperimentando questi suoni. Il mondo underground e mainstream sono ormai uniti, almeno finchè non arriverà una nuova tendenza e l’house e la techno torneranno ad essere un genere di nicchia.

6. Stefano: Quanto è utile, secondo te, aprire una label o creare un network di artisti in un periodo come questo?

Leandro: Utilissimo! Soprattutto in questi anni la dance in italia è morta. Il locale di massa suona raeggaeton e trap, le ospitate sono vip, trapper, influencer, i dj italiani non hanno più spazio per esprimersi e devono puntare all’estero.
Io stesso per fare serate, e ne farò ormai solo una decina all’anno in Italia, se non avessi sviluppato un mercato esterno non potrei fare questo mestiere, lo farei come hobby ma non sarebbe il mio lavoro.
Per questo dico che gruppi di lavoro, label, community ma anche blog come youBEAT, tengono viva questa fiamma e sono una leva per poter cambiare la mentalità italiana sulla dance music.

 

About Matteo Villa

25y from Milan, Italy. Passionate about digital media world and I graduated in Media Languages at UCSC Milan  with a thesis about the revolution of daily life with the streaming in entertainment and information. Since 2012 I’m developing the Italian dance/electronic network youBEAT (www.youbeat.it) with a team of young editors and reporters and collaboration with international radio, events and festivals. I use to daily check music business and marketing/digital platforms in order to discover and be keen on news, stats and trends.

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