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E’ il 1985. In Giappone la Nintendo sta per lanciare sul mercato “Super Mario Bros” e a Londra artisti internazionali del calibro di Queen, Simple Minds e Dire Straits si esibiscono al Live AID, Roland inizia a distribuire la sua nuova drum machine: la TR-707.

Conosciuta come la versione “economy” della sorella maggiore TR-909, la seven–o–seven troverà posto negli anni in studi di artisti come Aphex Twin, Phil Collins e Laurent Garnier.

Un classico quasi alla pari di 808 e 909, con quel qualcosa in meno a contraddistinguerle. Sound inconfondibilmente scolpito ma immobile, data la natura prettamente digitale dei 15 sample che la animano. Fortunatamente la 707 non soffre di solitudine: la possibilità di agganciarsi via MIDI e DIN Sync a tantissimi altri hardware fa della 707 una delle drum machine più versatili dell’epoca, un punto a favore. Niente male se si considera la sua natura “low-cost”.

La TR-707 non è soltanto passato. La marea di modifiche apportate dai vari utilizzatori hanno fatto di questa macchina un continuo trasformarsi, culminato con la nascita di nuovi generi – post-2000 – come lo-fi e chillwave.

Ma cosa ha di speciale questa macchina? Tra tutti il prezzo popolare, sicuramente dovuto alla natura “digitale” dei suoi sample, che la differenzia dalla più espansiva 909, semi-analogica. Nonostante il prezzo ed il suo potente sequencer – povera di features – la 707 permette unicamente di lavorare sul singolo volume di ogni sample, peculiarità di poche drum machine dell’epoca che la rende però limitata. Il display superiore facilita la visualizzazione dei pattern, che possono arrivare a 64, distribuiti fino a ben 4 tracce. Basica ma funzionale, seppur produttiva soltanto nelle mani di chi, capace di processarne i suoni fin troppo “basic”, può tirarne fuori un sound più ricercato. Curioso l’esoscheletro di questo hardware, interamente prodotto in plastica, in modo da ammortizzarne i costi.

Dei 15 sample a 8 bit che la compongono, troviamo:
due Kick, due Snare, tre Toms (Low, Mid, High), un Rimshot, un Cow Bell, Handclap, Tambourine, due Hats e due tra Crash e Ride
(spesso non utilizzabili in contemporanea come i due Kick che non possono essere combinati nella stesso pattern).

Strumento puramente vintage, la 707 si trova ad oggi a prezzi che oscillano sui 500 euro. Cifra alquanto esagerata. Basti pensare ai “soli” 380 euro della moderna TR-8, nella quale tra l’altro è possibile importarne i sample.

Sound e timbro di Acid House, Techno e Pop, tanti sono stati i brani di successo accompagnati dalla digitale di casa Roland.  C’è chi ha addirittura ideato una vera e propria playlist incentrata sulle tracce che la contengono, e che potete ascoltare qui di seguito:

Nel 2014 la Roland ha rilasciato un soundpack chiamato “7×7“, registrato per la serie popolare AIRA, contenente i suoni della 707 e 727, sua sorella “latina“.

Una drum machine che regala poco: cruda, zero materiali costosi, nessuna features particolare. Ma la Roland TR-707 è bella così, perché forse tra tutte, ha la grazia dell’essenziale.

Grazie a Stefano Panelli per il contributo all’articolo.