Sono la punta di diamante dell’edm italiana, ringrazio i ragazzi di Nameless per lo slot in mainstage, ma dovrebbero darmi più visibilità mettendomi almeno alle ore 20:00 in lineup. Basta Merk&Kremont, la nuova scuola dance italiana siamo io, Gianluca Vacchi e Andrea Damante. Ci sarà un motivo se in meno di un anno di carriera siamo già a questi livelli no?

EDMMARO
Così si presenta a noi EDMMARO. Come i suoi set tra il trash ed il ricercato, la chiacchierata che ne è venuta fuori è un mix di ironia e dichiarazioni interessanti. A pochi giorni dall’uscita della sua raccolta di edit personali “Siamo Tutti Edmmaro Mashup Pack” su Soundcloud, queste sono state le curiosità che ci ha colmato il misterioso, ma famoso personaggio.

INTERVISTA

L’anno scorso è nato EDMMARO. Da cosa nasce questo progetto ambiguo?

Il progetto EDMMARO inizialmente non era nemmeno un progetto musicale, o meglio si, ma solo in parte. Anzi non era neanche un “progetto”, era solo un account Facebook che utilizzavo per creare flame e dissare altri esponenti della scena (diciamocelo, a chi non piace farlo?) e quindi si, lo confermo, sono uno dei bulli di ANGEMI. In parallelo creavo tracce orribili e senza senso, che potete ancora trovare sul mio Soundcloud. Nelle settimane successive alla creazione mi è parso irrinunciabile partecipare al dj contest di Nameless, con un mix ovviamente nel mio stile brutto ma bello. Nato per gioco non avrei immaginato che avrebbe scalato la classifica fino al primo posto in meno di una giornata.

Come mai questa scelta di buttarti sul trash?

In realtà non è stata una vera e propria scelta. Il mix sinceramente credevo che lo avremmo ascoltato solamente io e i miei amici per farci due risate, e invece ha avuto lo stesso effetto su tutti. Al momento della vittoria ho capito che la cosa del trash, mixata con tracce potenti, avrebbe potuto funzionare davvero, in un mercato in cui a mio parere al momento non c’è un genere di punta. A parte il reggaeton (che poi è una trashata no?)

Perché la maschera che indossi è la faccia di Hardwell? Ti piace?

Mi piaceva. Bisogna però definire il concetto di EDMMARO. L’EDMMARO è il fan dell’EDM senza vie di mezzo, che vive per i festival, ascolta solo musica da festival senza distinzioni. Per intenderci un vero fanboy, di tutto il mondo EDM, ma limitato a quello. Io ero assolutamente un EDMMARO. È dovuto secondo me a mancanza di cultura musicale, che si accumula col tempo e spaziando più generi, non solo ascoltando musica dance. Beh ho scelto Hardwell perché se devo nascondermi dietro a questo stereotipo chi più di lui può rappresentare l’EDM? Viva la big room.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica elettronica?

Dovrei rispondere “Eh la musica è sempre stato il mio pane sin da piccolo! Ho fatto 10 anni di piano e il conservatorio e una masterclass alla Sae” ma in realtà non ero molto appassionato fino ai 15/16 anni circa, quando appena scoperta l’EDM ero più EDMMARO che mai. Ho iniziato prima a fare il dj e poi a produrre, big room ovviamente. E poi gli anni e la monotonia dell’EDM mi hanno portato a fare un po’ di autoironia.

Molti potrebbero pensare che i tuoi set sono facili da costruire, ci butti dentro il trash del web ed è pronto. Come è strutturato un tuo lavoro?

C’è sempre dietro molta ricerca, ma le cose spontanee sono spesso quelle dal miglior risultato. Un altro criterio che uso spesso però è unire tracce opposte, che non c’entrano nulla fra di loro. Il primo mix per il contest di Nameless era più grezzo, negli ultimi set c’è più preparazione. Ah delle tonalità me ne sbatto totalmente, ogni tanto però le azzecco.

Quante persone se ne accorgono che non è in tonalità?

Se è ben fatto e abbasta divertente nessun EDMMARO se ne accorge.

Quand’è che esce una prima produzione firmata EDMMARO?

Beh i miei mashup hanno spesso un po’ di produzione alle spalle, si eresia, lo so che i mashup non valgono come produzioni. Neanche i mashbooty. Per ora mi sono limitato a qualche remix, per esempio la sigla di Studio Aperto o, uno degli ultimi, il remake trap di Azzurro di Celentano. Come original spero di uscire anch’io su Spinnin’ visto che ultimamente è alla portata di molti. Enjoy.

In futuro hai intenzione di continuare col progetto EDMMARO o concentrarti magari su side-project?

Io l’ho già avuto un side-project. In realtà era il progetto principale. Poi ho capito che EDMMARO poteva funzionare di più, cosa di cui altri dubitavano. Ok ne dubitavo anch’io.

Ieri sera (la prima sera del NMF, ndr) Zedd ha suonato alla EDMMARO. Ha messo cose trash mixate con tracce pesanti (ha suonato, tra gli altri, “We don’t speak americano”, ndr). Cosa ne pensi?

Ieri sera Zedd ha tentato di copiarmi palesemente. Secondo me dovrebbe avere più personalità e trovare un suo stile, e non copiare i big della scena EDM.

Invece cosa pensi di Los Angelus?

Mi ha fatto arrabbiare, non mi è piaciuto il percorso che ha intrapreso per il contest del Nameless. Mi è sembrato un po’ troppo ispirato al mio concept dell’anno passato. Comunque oggi l’ho sentito e mi è piaciuto abbastanza. E’ divertente.

Pezzo più bello della storia?

Per essere consacrato tra gli O.I. e guadagnare fan potrei dire One degli Swedish House Mafia. Ma voglio essere odiato quindi dico Despacito.

Intanto la Tassoni, nota azienda Bresciana produttrice della famosa cedrata, si è accorta di lui condividendo su facebook un pezzo del suo set. Durante il Nameless EDMMARO ha suonato una sua versione trap dello spot tv, facendosi così conoscere dagli analcolisti anonimi 😉

 Intervista a cura di Jacopo Casalaspro, Cristian De Tomasi e Gregorio Citterio

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 Credits: Giorgio Stellini

About Jacopo Casalaspro

Architetto di giorno, esploratore della club culture di notte. Appassionato di musica elettronica, radio e music-travelling, puoi trovare piccoli stralci della mia vita sul mio Instagram @djacopo93 In the place to be!

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