La tecnologia DJ corre veloce. Ogni pochi anni arriva un nuovo player, un nuovo mixer, uno schermo più grande, un processore più potente o qualche nuova funzione destinata, almeno sulla carta, a cambiare il nostro modo di suonare.
Eppure basta passare una serata a guardare le booth di club, studi e home setup per accorgersi di una cosa: moltissimi DJ continuano a utilizzare apparecchiature lanciate sul mercato anni fa, in alcuni casi addirittura decenni fa.
Nei booth si incontrano ancora CDJ-2000NXS2, DJM-900NXS2, Xone:92 e Technics SL-1200 e SL-1210, perfettamente impegnati a fare quello per cui sono stati progettati.
Old Is Gold.
Non perché tutto ciò che è vecchio sia automaticamente migliore. E nemmeno perché la tecnologia dovrebbe smettere di evolversi. Semplicemente perché un grande strumento DJ non smette di essere tale nel momento in cui arriva sul mercato un modello nuovo.
Quando un nuovo modello non cambia tutto
Prendiamo il CDJ-2000NXS2.
Il CDJ-3000 è un player più evoluto: ha un processore più recente, un display più grande, waveform più dettagliate e tutta una serie di funzioni aggiuntive.
Ma mettete un CDJ-2000NXS2 ben mantenuto in una booth e vi accorgerete che c’è ben poco che non possa fare per un DJ che sappia davvero utilizzarlo. È preciso, familiare e incredibilmente diffuso. Migliaia di DJ hanno trascorso anni imparando la risposta del jog, la posizione dei pulsanti, la struttura dei menu e, soprattutto, la sensazione dello strumento sotto le proprie mani. E questa familiarità conta.
L’attrezzatura DJ non è soltanto tecnologia. È anche memoria muscolare.
Dopo abbastanza ore trascorse dietro una coppia di player, non è più necessario pensare a dove si trova un controllo. Sono le mani a saperlo. Per alcuni DJ, una nuova generazione di strumenti introduce funzioni che cambiano realmente il modo di suonare. Per altri, la generazione precedente offre già tutto ciò di cui hanno bisogno. Ed è proprio qui che la questione diventa interessante.
Alcuni mixer entrano a far parte della cultura DJ
Lo stesso discorso vale per i mixer. Il DJM-900NXS2 è diventato uno dei mixer da club simbolo della sua generazione. Oggi il DJM-A9 offre nuove possibilità di connessione e funzionalità aggiuntive, ma il 900NXS2 continua a essere una presenza familiare nelle booth di tutto il mondo.
E poi c’è lo Xone:92.
A più di vent’anni dal suo debutto, la sua filosofia di base rimane sorprendentemente attuale: EQ a quattro bande, filtri analogici e un layout progettato attorno al mixing, senza inseguire una quantità infinita di funzioni. Allen & Heath ha aggiornato la piattaforma nel corso degli anni, ma l’idea fondamentale non ha avuto bisogno di essere reinventata.
Forse è proprio questo che trasforma un prodotto in un classico. Non il numero di funzioni che possiede, ma quanto bene funzionano quelle davvero importanti.
L’effetto Technics
Se esiste uno strumento DJ capace di incarnare alla perfezione la filosofia Old Is Gold, è il Technics SL-1200, insieme al suo gemello SL-1210. Alcuni di questi giradischi sono in circolazione da decenni. E non sono esposti dietro una teca.
Continuano a essere suonati.
Il compito fondamentale di un giradischi non è cambiato poi molto: far girare il piatto con precisione, offrire un controllo del pitch prevedibile e permettere al DJ di manipolare il disco in modo affidabile. Un Technics ben mantenuto è ancora perfettamente in grado di farlo. Nel corso degli anni sono arrivate numerose generazioni e varianti — MK2, M3D, MK5, M5G e, più recentemente, MK7. Ognuna ha introdotto modifiche e miglioramenti, ma nessuna ha reso improvvisamente irrilevante la precedente. È questo il punto quando si parla di attrezzatura DJ realmente riuscita: a volte l’idea originale era già abbastanza buona.
Il punto di vista di chi lavora sull’usato
C’è poi un altro aspetto che si comprende davvero solo dopo aver lavorato per anni con attrezzatura DJ usata. È il caso di Sounds Market, che da anni si occupa di ricondizionare e rivendere apparecchiature DJ professionali, con un anno di garanzia, in tutta Europa. Dopo aver rimesso a nuovo migliaia di mixer, giradischi, player e controller, il loro punto di vista è piuttosto chiaro:
«Le apparecchiature nuove fanno una grande impressione. Quelle usate raccontano una storia.
Alcune macchine hanno trascorso anni negli home studio. Altre hanno vissuto serate nei club, tour e migliaia di ore di utilizzo.
Prima o poi qualcosa si usura: i fader diventano meno reattivi, i pulsanti perdono sensibilità, encoder e connettori subiscono l’usura, i giradischi hanno bisogno di manutenzione e i display invecchiano.
Ma l’usura non significa necessariamente che la storia sia finita.
Molte apparecchiature DJ professionali sono state progettate per essere mantenute nel tempo. I componenti possono essere sostituiti, i guasti possono essere riparati e una macchina ben progettata può avere una vita sorprendentemente lunga.
Ecco perché la data di produzione, da sola, non dice tutto. Un player di dieci anni che è stato trattato bene può essere una scelta completamente diversa rispetto a uno più recente che ha avuto una vita molto più dura.
Quando si parla di DJ gear usato, le condizioni contano tanto quanto l’età».
Fuori catalogo non significa fuori gioco
C’è anche qualcosa di curioso nel modo in cui funziona l’industria DJ. Un produttore lancia il nuovo modello di punta. Il precedente scompare dal catalogo. Improvvisamente tutti iniziano a parlare del nuovo prodotto. Ma al vecchio hardware non è successo nulla di magico durante la notte.
Il CDJ-2000NXS2 non è diventato un player peggiore quando è arrivato il CDJ-3000. (leggi la guida)
Il DJM-900NXS2 non ha smesso di essere un mixer professionale quando il DJM-A9 ne ha preso il posto.
È semplicemente diventato non più il prodotto più recente. Ed è proprio qui che il mercato dell’usato può diventare interessante. Invece di scegliere esclusivamente tra i prodotti presenti oggi sugli scaffali dei negozi, è possibile guardare attraverso diverse generazioni e trovare l’attrezzatura che si adatta davvero al proprio modo di suonare. A volte significa acquistare uno strumento che un tempo era uno standard nelle booth professionali e dargli una seconda vita.
Ti serve davvero l’ultima generazione?
Costruire un setup DJ può diventare costoso molto rapidamente. Una booth tradizionale può richiedere due player e un mixer. Se si decide di acquistare l’ultima generazione di prodotti su tutta la linea, il conto può salire rapidamente. Forse, allora, la domanda più interessante non è:
«Qual è l’attrezzatura più nuova che posso comprare?»
Ma:
«Che cosa mi serve realmente che la mia attrezzatura faccia?»
Le apparecchiature moderne possono offrire possibilità straordinarie: display più grandi, waveform più dettagliate, un numero maggiore di Hot Cue, browsing più veloce, nuove possibilità di connessione e funzioni di performance sempre più sofisticate.
Se queste caratteristiche sono importanti per il tuo modo di suonare, benissimo. Ma se non lo sono, non esiste alcuna regola che imponga di averle.
Una coppia di player di una generazione precedente, insieme a un mixer professionale, può ancora offrire tutto ciò che serve per scegliere la musica, mixare, fare beatmatching e suonare. Il punto, quindi, non è semplicemente spendere meno. È spendere per le cose che contano davvero per te come DJ.
Dare una seconda vita al buon gear
Forse è questo l’aspetto più interessante del mondo del DJ gear usato. Un club rinnova la propria booth: i vecchi player non smettono improvvisamente di funzionare. Un DJ passa a un setup più recente: il mixer precedente può finire in uno studio. Un’apparecchiatura che ha trascorso anni in tour può diventare il cuore del primo vero home setup di qualcuno. La stessa macchina può avere diverse vite.
È anche questa l’idea alla base di Sounds Market Certified: le apparecchiature DJ professionali vengono ispezionate e ricondizionate nel loro laboratorio prima di tornare sul mercato con un anno di garanzia. L’obiettivo non è trasformare un CDJ di dieci anni in un CDJ nuovo. È assicurarsi che un buon pezzo di attrezzatura sia pronto per il prossimo capitolo della sua vita.
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Old Is Gold — ma non tutto ciò che è vecchio è buono
Naturalmente, essere vecchi e essere un classico sono due cose diverse. La nuova tecnologia può cambiare davvero ciò che un DJ è in grado di fare. I moderni sistemi standalone, i display migliorati, i processori più veloci e le nuove forme di connettività hanno aperto possibilità che semplicemente prima non esistevano. A volte la nuova generazione rappresenta davvero un’esperienza completamente diversa. Ed è un’ottima cosa.
Il senso di Old Is Gold non è romanticizzare il vecchio hardware né rifiutare la tecnologia moderna. È semplicemente riconoscere che il progresso non cancella ciò che è venuto prima.
Alcuni strumenti DJ hanno azzeccato i fondamentali. Il CDJ-2000NXS2, il DJM-900NXS2 e lo Xone:92 ne sono esempi evidenti. E i Technics SL-1200 e SL-1210 hanno scritto, probabilmente, un intero capitolo della storia del DJing.
Ecco perché alcuni strumenti non scompaiono mai davvero. Passano da una booth all’altra, da un DJ all’altro, da una generazione alla successiva.
A volte, il pezzo di attrezzatura migliore per il tuo setup è quello appena uscito. E a volte è quello che fa il suo lavoro da vent’anni.
Old Is Gold.
