Nata in Inghilterra nell’agosto del 2011 da un’idea del suo fondatore Billy Woodford, che sentiva l’esigenza di poter avere per sé e per gli altri utenti di YouTube musica elettronica da poter utilizzare per i propri video di gaming, oggi NoCopyrightSounds (NCS) è una vera e propria label che conta nel suo catalogo più di 700 tracce, rilasciate da più di 600 artisti, per un totale di più di 235 miliardi di play se si contano tutti i video su YouTube dove vengono utilizzate le tracce NCS (siamo invece a più di 7 miliardi di visualizzazioni totali per i video caricati sul canale) e più di 24 milioni di iscritti.

Ma quali sono gli elementi che hanno portato NCS ad essere il terzo canale YouTube in UK, dietro solo al canale degli One Direction e a quello di Ed Sheeran?

Senza dubbio un modello di distribuzione della musica che oggi sembra essere quasi fantascienza!

“Permettiamo ai content creators di utilizzare le nostre tracce nei loro video di YouTube senza il rischio di ripercussioni legali o richiami particolari. Si tratta senza dubbio di un modello non convenzionale, al quale le label tradizionali non sono abituate e che, allo stato attuale delle cose, non può da loro essere messo in pratica” dice Daniel J. Lee, General Manager di NCS. “Avendo a disposizione un canale YouTube con più di 24 milioni di iscritti, ogni volta che una traccia viene caricata, questa è potenzialmente disponibile per più di 24 milioni di persone e, in modo consequenziale, se un creator decide di utilizzare una nostra canzone in un suo video, questa raggiunge un pubblico ancora più ampio, che magari decide di volerne sapere di più su quel determinato artista, molto spesso finendo per comprare quella ed altre tracce negli store online e via via di diventare fan dei nostri artisti“, prosegue Lee.

Questo è stato ad esempio il caso di tracce come “Fade” o “Spectre” di Alan Walker (che hanno superato rispettivamente quota 400 e 250 milioni di visualizzazioni), caricate per la prima volta sul canale YouTube NCS e poi arrivate in radio, negli store digitali e non solo.

Per dare un’idea di come i contenuti della NCS si propaghino sul web, basti pensare che la traccia più utilizzata è stata “On & On” di Cartoon, contenuta in più di 5 milioni di diversi video su YouTube, per un totale di 14 miliardi di ascolti.

Sommati ai più di 3 milioni di ascolti giornalieri su Spotify, stiamo parlando davvero di numeri da capogiro, capaci di alimentare un’industria dell’intrattenimento che muove cifre veramente importanti, per un modello di business nato “quasi per caso”.

NoCopyrightSounds, così come qualche altro esempio (solo per citarne una, vi torna per caso alla mente un certo “gatto canadese”, anch’esso molto vicino al mondo del gaming?), potrebbe essere un caso studio per capire e, perché no, cercare di anticipare quelli che potrebbero essere futuri sviluppi per quanto riguarda la fruizione della musica, che in questo caso nasce “liquida” e solo in un secondo momento acquista eventualmente una sua “fisicità”, andando quindi in controtendenza rispetto a quanto siamo ormai abituati, ovvero il riversarsi di infinite quantità di musica copiata da supporti fisici e poi diffusa illegalmente attraverso il web.

Nel frattempo, NCS sta progettando una propria piattaforma musicale dalle quale i creators potranno attingere in totale sicurezza. La piattaforma sarà presto disponibile, ma intanto ci si può registrare per essere notificati del lancio al sito www.ncsmusic.co.

Sito web: ncsmusic.com

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