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Intervista a Crookers all’Orsa Maggiore di Lecco

L’Italia nel Mondo é vista come il Paese dell’arte, di Michelangelo, di Raffaello, in campo culinario viene ricordata la pizza, la pasta, se parliamo di calcio si cita la Juve, il Milan, l’Inter. E se ci spostassimo sulla musica elettronica? Bè, un nome che viene fatto è sicuramente quello di Crookers. Lo abbiamo intervistato alla discoteca Orsa Maggiore, a Lecco, tra una data internazionale e l’altra, in una chiacchierata prima del set.

20.04.2017 – Crookers in consolle all’Orsa Maggiore (Lc)

Day ‘N’ Night“, il successo che lo (anzi li, visto che fino a qualche anno fa erano in due, ndr) ha permesso di farsi conoscere in tutti i Continenti, vendendo una cosa tipo 17 milioni di copie! Ghost producer di Rihanna, Beyoncé, Kylie Minogue, ha esportato nel mondo e fatto suo un genere musicale, la “fidget”, anche se ha sempre detto di “fare house”. Ma il passato è passato, e noi vogliamo concentrarci sul suo presente, e anche sul suo futuro. E così questo é quello che abbiamo chiesto a Phra Crookers.

youBEAT Intervista Crookers

INTERVISTA:

Ciao Phra, bentornato in Italia! Sei tornato da poco dall’Australia, dove i tuoi pezzi vanno sempre al numero uno in classifica. Com’è la club culture là rispetto a quella italiana?

Io non farei confronti. Quello che ti posso dire che là la musica (elettronica, ndr) è più fresca, noi abbiamo molti più anni di esperienza. Mi ricordo quando andavo le prime volte qualche anno fa, loro la vivevano in modo molto più leggero che da noi. E’ normale, noi la musica di questo genere la conosciamo dagli anni ’80, dall’house di quegli anni. Per loro è una cosa nuova. Quindi ti dico, sì, in Australia si sta bene ad andare a suonare però si sta bene anche in Italia!

Poco più di un mese fa è uscito il tuo ultimo lavoro “Innocent” ancora una volta su “Defected Records”. Sei tornato alle origini con i suoni, lasciandoti alle spalle il “fidget style” (anche se so che non ami venga definito così) che ti ha reso così famoso. Come mai ti sei spostato nuovamente sulla deep/garage?

Adesso come adesso io ho fatto il giro totale della musica, nel senso che ho iniziato a mettere l’house ancor prima del progetto Crookers. Poi è partito questo progetto ed era iniziato facendo un’house un po’ diversa, ma sempre house, a quattro quarti, ad una certa velocità, con una certa struttura. I primi dischi Crookers che c’erano in giro erano di 7 minuti emmezzo come quella musica là, ed erano robe che funzionavano nei club dell’house. Poi il sound è cambiato, come anche l’atmosfera attorno a noi e abbiamo iniziato a fare un po’ di tutto. Dall’album mezzo pop, all’album pazzo “Dr Gonzo”, all’ultimo lavoro che è stato “Sixteen Chapel”, dove abbiamo chiuso i 10 anni di musica di questo tipo. Abbiamo fatto il giro, più di così non si poteva arrivare con questa roba quà. E’ un bel ricordo di quello che è stato, ma adesso ho ricominciato a fare qualcosa che abbia dentro più musica. Non è solamente batterie o prettamente solo sound da club, ma qualcosa di musicale all’interno. Un pochettino più nera, più morbida, però mi riempie molto di più il cuore e son contento e soddisfatto di come stia andando.

Sei molto legato all’hip-hop. Ricordo le collaborazioni con Fabri Fibra, Dargen D’Amico, Guè Pequeno. Ti piacerebbe lavorare con qualche artista in particolare? 

Allora ti dico che a breve uscirà il mio nuovo mixtape, che è praticamente il sequel del primo mixtape che uscì nel 2007. In molti me l’hanno richiesto e ho deciso di accontentare i fan. Ci sono dentro molti rapper, Ensi, Egreen, C.D.B., Supa, Jack The Smoker, Medda, la lista è infinita. Quindi in realtà queste 24 tracce sono tutte rap con gente italiana. Mi piace Liberato, il suo cantato.

Ti piace l’hip-hop di adesso? Chi ascolti?

A me piace sempre Guè Pequeno. Penso che sia il numero uno in assoluto. Ascolto parecchia roba americana, diciamo che mi tengo aggiornato. Continuo comunque sempre ad ascoltare la roba un pò più vecchia perché mi “riempie di più le orecchie”. Il rap è il rap, mi piace, non ci posso fare niente.

Black Moon, Wu-Tang Clan, confermami o meno, sono artisti che ti ispirano nelle tue produzioni? Cosa “prendi” da loro?

Sì, mi hanno ispirato negli anni un pò il loro mood. Il “minimo comun denominatore” di tutta quella musica era un pò il fatto di essere messa giù in maniera grezza e molto reale. Ti arriva! Ascoltando 9 anni i Beastie Boys mi sono reso conto che in certi casi basta una batteria fatta bene e una voce fatta bene sopra per fare un bellissimo pezzo. Ci vuole poco a fare un bel pezzo se sei capace di fare un bel pezzo!

Hai due etichette, “Ciao Recs” e “Lucky Beard”..

Sì ho due etichette che adesso sono in old. Seguire tutto quello che ci stava dietro era diventato un po’ problematico, e non avevo più il tempo materiale per gestirle. Sono lì!

Ora ti stai concentrando con “Defected Records” o potresti uscire prossimamente su altre etichette?

In realtà io con Defected ho un deal per tre singoli e un paio di altri pezzi. La collaborazione va avanti, abbiamo fatto uscire un vinile (“CRKRS 001”, ndr) di quattro tracce che ha fatto il sold out nel giro di poche settimane. Mi sta dando una mano a riposizionarmi in un ambito dove per me è anche un po’ nuovo. Però ho anche tante altre etichette con le quali collaborerò in futuro.

“CRKRS 001” il vinile di Crookers uscito con “Defected Records”

Sperimenterai anche altri suoni?

No. Diciamo che faccio musica principalmente per far ballare la gente senza sfociare in cose troppo sentite, vedi l’EDM o tutta questa roba molto schematizzata, che mi ha dato noia da un paio di anni.

In America va ancora molto..

No, in America va ancora meno che in Italia te lo posso assicurare, sono stato là a novembre. Se vai a vedere l’indotto che c’è nella musica EDM sta calando in America, come un po’ dappertutto.

Te sei uno dei pochi dj/produttori italiani famosissimo all’estero, anche più che in Italia. Siamo così scarsi a produrre come dicono?

Io penso che comunque dall’Italia venga esportata tanta musica, solo che magari noi come italiani in generale abbiamo un pochettino questo modo di fare “esterofili di merda”, e quindi facciamo finta che dall’Italia non succede niente perché è bello dire che non succede niente. In realtà succedono le cose!

Pezzo più bello della storia?

Non lo so. Non pervenuto


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