Il Casio CZ 101 arriva in un periodo storico importante, i primi anni ottanta. I sintetizzatori analogici sono monotimbrici e costosi, il Midi sta soppiantando le tecnologie passate e il digitale inizia ad affermarsi. Colta la palla al balzo, la Casio decide di lanciare sul mercato questo synth, piccolo ed economico, che farà da apripista alla serie CZ. 

E’ il più piccolo della famiglia ma è anche best seller del suo genere. Il 101 basa la sua tecnologia sulla Phase Distortion,  che permette la produzione di suoni importanti, mantenendo consumi hardware e software relativamente bassi.

Il design non molto accattivante è, senza dubbio, tipico per la sua epoca, e ha tra i suoi pro l’ottima organizzazione dei tasti e dei knob per la manipolazione dei suoni.

Il costo e le dimensioni potrebbero far pensare ad un synth molto basico, quasi scontato, ma non è così: il Casio CZ 101 ha dalla sua la possibilità di scegliere tra ben 8 inviluppi diversi per forma d’onda, ampiezza e pitch, ma non solo. Il software interno è velocissimo, come il suo boot. Curiosa anche la possibilità di indossarlo come una chitarra e suonarlo senza supporto, grazie alla praticità e ai supporti che si trovano sulla scocca del synth.

Ma torniamo alla Phase Ditortion per un attimo. È una sintesi che si basa su onde carrier modulate da altre onde. Per aggirarne l’apparente difficoltà potremmo usare due esempi ed intendere il 101 sia come ipotetico synth wavetable (un esempio in AU è Serum) sia come ipotetico synth a sintesi sottrattiva col solo filtraggio passabasso.

Sintesi invidiabile, si utilizza nelle due sezioni timbriche della macchina, denominate rispettivamente Line1 e Line2. Ogni sezione ha la possibilità di partire da un DCO modulabile in pitch attraverso un inviluppo a otto stadi, dal quale poter scegliere una tra ben otto forme d’onda diverse, assegnabili ad entrambe le parti per DCO. Le forme d’onda, divise in risonanti e non risonanti, sono 33. Il routing comprende: la possibilità di utilizzare la Line1, ad otto voci di polifonia; la possibilità di utilizzare due volte la Line1, con cambio di ottave, semitoni e detune; la possibilità di utilizzare entrambe le Lines, con polifonia a 4 voci, processandole ad “anello” o con noise.

Importante anche la possibilità di utilizzo in monofonico.

Costruito totalmente in plastica, se da un lato è estremamente leggero e facile da trasportare, dall’altro è alquanto delicato. Il layout lo rende semplice da programmare, intuitivo. Non scricchiola ed è costruito bene.

È completo di Input ed Output MIDI, ha un’uscita Line ed una Cuffie. Particolare anche l’entrata floppy per il vari pack di espansione.

Alimentato a batterie, il 101 non ha solo pro, ma anche qualche contro. La costruzione in plastica lo rende delicato, quindi il trasporto potrebbe non essere dei più facili. Anche il suo sistema di sintesi, Phase Distortion, non è tra i più diffusi e pretende quindi, da parte dell’user, un momento di riflessione e studio in più di synth con tecnologie più diffuse. Ha un numero massimo di preset salvabili che si ferma a 32 e, utilizzando entrambe le Lines, la polifonia scende notevolmente da 8 a 4 voci, molto limitante.

 

Ancora oggi sul mercato, il suo prezzo si aggira attorno ai 300 euro, e il suo prezzo è destinato a salire. Fortunatamente però il web è ricco di sue emulazioni, talvolta gratuite, che possono essere scaricate ed utilizzate su tutti i sistemi operativi.

Il sound si descrive con due semplici parole: anni ottanta. Basta un solo preset per essere catapultati nel 1985. Bassi presenti e alti scolpiti e brillanti, ring modulation ottima per generare suoni più moderni e carattere simil-analog trasportato da una sonorità quasi VHS-LoFi.

https://twitter.com/sarufaromeo/status/791160980780699648

Synth molto diffuso nei paesi balcanici, è stato utilizzato da artisti come Moby, Depeche Mode e Yazoo. È il primo synth della storia, completamente digitale, ad essere venduto sotto i 500$. Il Casio CZ 101 sembra nato sfidare i paradossi: un best seller può essere economico.

 

Grazie a Stefano Panelli per la collaborazione.