Salutata l’Olanda e Ummet Ozcan, possiamo tornare finalmente in Italia e più precisamente a Ortisei, un paesino di poco meno di 5000 abitanti nella provincia autonoma di Bolzano in Trentino Alto-Adige. Aria pulita, montagne e tanti prati verdi… In particolare il cognome più diffuso in questo tranquillo paesino di montagna è Moroder. Proprio qui può iniziare la nostra storia, dove vide la luce la disco music che oggi chiamiamo EDM (Electronic Dance Music) e dove nacque uno dei suoi padri fondatori: Giorgio Moroder!

youBEAT racconta: Giorgio Moroder (Maggio 2016)

“My name is Giovanni Giorgio, but everybody calls me Giorgio”

Giorgio Moroder nasce in Val Gardena, in territorio ladino, nel 1940 da una famiglia di artisti. A 13 anni inizia a frequentare la scuola d’arte a Ortisei e successivamente studia presso l’istituto tecnico per geometri di Bolzano. A 15 anni impara a suonare la chitarra da autodidatta, imitando il suo idolo Elvis Presley. Proprio in questi anni la vita di Giorgio si indirizza sul binario giusto: il giorno del test finale del corso per geometri decide di non sentire la sveglia e non presentarsi in aula. In quei giorni, infatti, era arrivata l’offerta da parte di diversi gruppi per suonare come turnista professionista. Così tra il 1959 e il 1966 Giorgio gira tutta l’Europa con solo la sua chitarra in spalla.

Nel 1967 inizia la vera e propria carriera di Giorgio Moroder, che si stabilisce a Berlino e inizia a scrivere canzoni e demo per se stesso e altri importanti artisti. Proprio qui, come da lui stesso rivelato, Giorgio capisce che “questa è la mia strada…”. L’anno successivo si cimenta anche come cantante di musica leggera, con i nomi d’arte di Giorgio e di George, con i quali incide diversi 45 giri.

Il 1971 è un anno chiave per Giorgio Moroder grazie al trasferimento a Monaco di Baviera. Qui fonda il suo primo studio di registrazione (Arabella House), incontra Pete Bellotte (suo co-autore per molto tempo) e scopre il sintetizzatore.

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Nel 1972 Giorgio parte per gli Stati Uniti per promuovere il suo brano “Giorgio” e qui prende vita anche l’album “Son of my father”, in collaborazione con l’amico Pete Bellotte e uscito sull’etichetta americana Abc/Dunhill Records. Tornato a Monaco arriva per caso la svolta, quando dietro alla consolle nello studio di Giorgio si presenta un corista americana incredibilmente brava. Quella ragazza è Donna Summer! Giorgio e Pete rimangono stupiti dalle fantastiche doti di quella corista e le chiedono di cantare su una demo. Così i tre danno vita al primo singolo di Donna Summer, “The Hostage”, che nel 1974 entra nell’album della cantante statunitense “Lady of the night”. Nella testa di Moroder inizia a nascere l’idea di scrivere una “sexy-song” e così, insieme a Pete, scrive base e testo, dando vita a “Love to love you Baby”! La canzone, in cui Donna Summer simula degli orgasmi per tutta la durata della traccia, è forse una dei più celebri singoli della cantante statunitense e permette al trio di essere conosciuto e apprezzato anche a livello internazionale. Il brano entra poi nel secondo album di Donna Summer, intitolato come la celebre canzone.

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Nel 1977 Giorgio ottiene successo nelle discoteche di quegli anni con il brano “Get on the Funk Train”, collaborazione con le Munich Machine. Inoltre Moroder incide diversi dischi elettronici per vari artisti internazionali e realizza uno dei suoi più noti singoli “From Here to Eternity”. Sempre nel 1977 a Berlino ci sono anche Brian Eno e un certo David Bowie, mentre lavora a “Heroes”. Eno entra in studio e urla a David “Ho sentito il suono del futuro! Questo disco cambierà la musica da discoteca per i prossimi 15 anni…” il disco in questione è “Feel the love” del trio Summer-Moroder-Bellotte, in cui troviamo la cassa in 4/4, usata ora nella canzoni EDM.

giorgio moroder

Giorgio decide poi di sperimentare qualcosa di nuovo, in particolare l’idea è quella di scrivere delle colonne sonore per i film. Così nel 1978 si trasferisce a Los Angeles e proprio qui arriva la grande possibilità, sotto forma di una chiamata del regista Alan Parker. Quest’ultimo ha apprezzato il singolo “I feel love” e chiede a Giorgio di comporre la colonna sonora per il suo film “Fuga di mezzanotte” (Midnight express). Detto fatto. Morder scrive “Chase” e l’anno dopo si trova a percorre il red carpet del Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles per ricevere il suo primo premio Oscar per la miglior colonna sonora.

GIORGIO MORODER

 La stella di Giorgio Moroder così inizia a brillare anche ad Hollywood, il regno delle più grandi stelle. Tutti i migliori registi americani sono stupiti dalla prima colonna sonora di Giorgio e così le proposte di lavoro iniziano a moltiplicarsi. Nel 1980, infatti, lavora alle musiche del film “American Gigolò” e collabora con Debbie Harry dei Blondie alla produzione di “Call me”, contenuta nello stesso film, che lancia un giovanissimo Richard Gere.

Nel 1983 scrive le musiche per il film “Scarface”, le cui colonne sonore sono riprese nei videogiochi “Grand Theft Auto III” e “Scarface: the world is yours”. Dopo questi successi il produttore cinematografico Jerry Burckheimer gli propone di realizzare le musiche per il suo film “Flashdance”. Giorgio rifiuta, ma Burckheimer non si arrende e consegna il film alla ragazza di Moroder. Lei, una volta visto il nastro, corre in studio da Giorgio dicendogli “E’ il più bel film che io abbia mai visto…”. Così, grazie alle fidanzata, si convince a creare le musiche per il film di Burckheimer e realizza “Flashdance…what a feeling”, con il quale vince l’Oscar per la miglior canzone nel 1984.

Nello stesso anno Giorgio collabora con Fritz Lang alla rielaborazione del film muto “Metropolis”, anticipatore di molti film di fantascienza come “Star Wars” e “Blade runner”. Questo è forse uno dei progetti più complicati e particolari di Moroder, che rimane comunque molto soddisfatto del lavoro compiuto. In particolare tra i brani ricordiamo “Love kills”, collaborazione con un certo Freddie Mercury. Successivamente Giorgio scrive, insieme a Klaus Doldinger, la colonna sonora del film “La storia infinita”.

Moroder raggiunge un altro grande picco cinematografico nel 1986, quando scrive il celebre brano “Take my breath away” per il film “Top Gun” con un giovane Tom Cruise. Questo splendido singolo permette a Giorgio di vincere l’Oscar per la miglior canzone, con questo premio la sua collezione di statuette d’oro sale a 3. L’anno successivo realizza le musiche anche per il film “Over the top” con Sylvestre Stallone.

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Moroder si impegna anche nella creazione di musiche per diversi eventi sportivi. Compone, infatti, la musica per le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e per i giochi olimpici di Seul del 1988. All’inizio degli anni novanta Giorgio compone l’inno “To be a number one” per i Mondiali di calcio di Italia ’90 (ripreso in italiano da Edoardo Bennato e Gianna Nannini con il nuovo nome di “Un’estate italiana”) e poi scompare dalla scena musicale, ritirandosi nella sua villa di Los Angeles. Qui si dedica al golf, sua grande passione e a piccoli progetti musicali, tra cui la realizzazione dell’inno “Forever Friends” per le Olimpiadi di Pechino del 2008.

La seconda vita musicale di Giorgio Moroder inizia nel 2012. Durante un pranzo con i celebri Daft Punk, Tom chiede a Giorgio di collaborare con loro. Detto fatto. Qualche mese dopo i tre si ritrovano a Parigi, nello studio del duo elettronico. Qui nasce la terza traccia dell’album Random Access Memory. Il terzo singolo del disco dei Daft Punk, chiamato “Giorgio by Moroder”, racconta gran parte della vita del produttore italiano.

Giorgio Moroder e Daft Punk

Nel 2013, dopo l’uscita dell’album dei Daft Punk, il telefono dell’ormai 72enne Giorgio inizia a squillare a ripetizione: offerte di Dj set, contratti discografici, nuovi publishing rights… Giorgio così si rimette al lavoro tra dj set e vita in studio. Proprio nel suo studio produce 12 nuove tracce e le propone alla Sony. L’etichetta rimane entusiasta e fornisce a Giorgio dei cantanti di primissima fascia: da Kylie Minogue a Sia, passando per Britney Spears, Charlie XCX e diversi altri. Il 14^ album di Giorgio Moroder, intitolato “Deja Vu”, esce nel 2015 ed è anticipato da 3 singoli “74 is the new 24”, “Right Here, Right Now” con Kylie Monogue e “Deja Vu” con Sia.

Giorgio in studio

E con l’ultimo album di Giorgio siamo arrivati ai giorni nostri, ma il futuro del 76enne è ancora tutto da scrivere e lui non sembra aver voglia di fermarsi…

In 50 anni di carriera Giorgio Moroder ha dato vita a 9 colonne sonore, 18 singoli e 14 album in studio da “That’s Bubble Gum – That’s Giorgio” a “Deja Vu”. Inoltre ha collaborato con più di 40 artisti internazionali, partecipando alla creazione di numerosi singoli e album. Passando ai premi Giorgio ha vinto 3 Oscar, 2 premi Bambi (premio dei media e della televisione assegnato annualmente dalla media company tedesca Hubert Burda Media), un Grammy Award ed è stato nominato “Men of the Year” dalla rivista GQ nel 2015. Nel 2005 Moroder è stato anche nominato commendatore da Carlo Azeglio Ciampi, a quei tempi Presidente della Repubblica e nel 2010 gli è stato conferito il “Grande ordine al merito della provincia autonoma di Bolzano”.

Giorgio Moroder è stato ed è ancora uno dei più grandi innovatori della musica disco ed elettronica. Il produttore italiano è considerato una delle persone più influenti nel mondo della musica, tanto che può essere paragonato ai più grandi e innovativi compositori classici come Mozart o Beethoven.

La sua storia ha ispirato tutti i giovani che si avvicinano alla musica e continuerà sicuramente a farlo perché, come dice lo stesso Giorgio, “la disco è una musica per ballare e le persone vogliono sempre ballare…”

di Valerio Pennati

Moroder

About Valerio Pennati

Giornalista pubblicista e studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere (corso di Linguaggio dei Media) presso l’Università Cattolica di Milano. Collaboro con la Redazione sportiva del “Giornale di Merate”, settimanale locale in provincia di Lecco. Appassionato di musica e di sport scrivo anche per “Agenti Anonimi”, sito di notizie legate al mondo del calcio. Follow me on Twitter!

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