E’ da poco uscita la loro nuova traccia In the Sky Way Up, in collaborazione con i Tropkillaz e Richie Loop: stiamo parlando ovviamente del duo italiano Retrohandz.
Noi di youBEAT siamo andati ad intervistarli per farci raccontare le nascita e le sensazioni su questo nuovo singolo, uscito su Dim Mak l’etichetta di Steve Aoki.In the sky way up

Il duo dei Retrohandz è formato da Rock Brane (Giuseppe Delli Santi) e Danny Martines (Valentino Martina). Le loro produzioni spaziano tra le sonorità più attuali della musica elettronica (dubstep, glitch-hop, drum’n’bass, trap, moombhaton). Il loro esordio discografico risale al 2009, anno in cui pubblicano per Woot Record il loro primo E.P. “Turn The Bass Up”. Nel 2011 i Retrohandz firmano per Doner Music, l’etichetta di Big Fish, con cui collaborano per la realizzazione dei singoli “Ballare” e “Solo col Mic”, rispettivamente per Nesli e Caparezza.  Nel 2013 il loro album di debutto “Primitive” esce su tutti gli store digitali per Doner Music, debuttando al primo posto della classifica di musica elettronica dell’iTunes Store italiano. Nel 2014 i Retrohandz pubblicano due EP: “Be Wicked” per Top Billin/MTWAT e “Eurasia” per Rimbu, la label del producer olandese Wiwek. Queste produzioni permettono al duo italiano di entrare a far parte dei nomi di spicco della Jungle Terror, genere musicale inventato dallo stesso Wiwek. Dal 2015 i Retrohandz inaugurano la collaborazione con Dim Mak, l’etichetta di Steve Aoki, che pubblica in freedownload “Something Fresh”. Quest’anno hanno pubblicato il loro E.P. “Iron” sempre sulla label di Steve Aoki. Ora una nuova uscita su Dim Mak, con la nuovissima “In the sky way up”.

 

youbeat intervista: Retrohandz

“Ciao e grazie per averci ospitato su youBEAT”

– Quando e come nascono i Retrohandz?

Il progetto Retrohandz nasce ufficialmente all’inizio del 2009, anche se collaboriamo musicalmente da almeno 12 anni. Provenendo da due sonorità diverse (Hip Hop e Techno) abbiamo voluto unire i nostri due mondi musicali. In quel periodo seguivamo molto Timbaland, Black Eyed Peas, Justice, Major Lazer ed eravamo affascinati dalle influenze electro nei brani Hip Hop e Dancehall. Ovviamente negli anni ci siamo evoluti parecchio ed abbiamo sperimentato molti generi fino ad arrivare a fare quello che facciamo attualmente.

– Come è nata l’idea per il vostro nuovo singolo ” In the sky way up”?

Inizialmente era una cosa totalmente diversa (la prima bozza risale al 2014), non aveva un arrangiamento melodico e i drop erano molto più banali. Abbiamo ripreso il progetto a Marzo di quest’anno decidendo di stravolgere un po’ le cose, rivedendo le parti cantate e ricostruendo da zero i drop completandoli assieme ai Tropkillaz.

– La voce di Richie Loop dà un tocco molto estivo alla canzone: quanto è stata importante la collaborazione con lui?

Come già detto il pezzo inizialmente era totalmente diverso e quando lo abbiamo ripescato tra le nostre bozze abbiamo pensato di renderlo più orecchiabile, ma allo stesso tempo funzionale per i club. Richie Loop è stata la scelta più azzeccata dato che è un cantante molto versatile (con il quale abbiamo già lavorato in passato) ed in questo brano è riuscito a dare quel tocco estivo che volevamo!

– Come vi siete trovati a lavorare con i Tropkillaz?

Dopo aver rivisto l’arrangiamento e le parti vocali del brano, mancavano solo i drop giusti. Quindi abbiamo contattato i Tropkillaz, con il quale ci eravamo già sentiti per una collaborazione data la stima reciproca e così abbiamo completato la traccia insieme a loro. Siamo stati in sintonia sin dall’inizio col pezzo, infatti è stato chiuso abbastanza velocemente.

– Per concludere un piccolo “off-topic”: sicuramente i vostri particolari baffi sono il tratto che più vi caratterizza, come è nata questa idea?

Abbiamo sempre avuto la passione per la barba, ma questa cosa dei baffi è nata un po’ per caso, nel senso che non avevamo un’idea ben precisa del look. Pensavamo semplicemente di farli crescere e vedere la reazione della gente, soprattutto sui social. Il risultato è che le persone si sono incuriosite perché non capita di vedere tutti i giorni due ragazzi entrambi con dei baffi così importanti . Semplicemente, funziona!


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About Valerio Pennati

Giornalista pubblicista e studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere (corso di Linguaggio dei Media) presso l’Università Cattolica di Milano. Collaboro con la Redazione sportiva del “Giornale di Merate”, settimanale locale in provincia di Lecco. Appassionato di musica e di sport scrivo anche per “Agenti Anonimi”, sito di notizie legate al mondo del calcio. Follow me on Twitter!

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