Deejay, producer, speaker su m2o, docente di conduzione radiofonica presso Radiospeaker.it, A&R dell’etichetta Keep Records e… amante del “far festa”: questo è il ritratto perfetto di Dino Brown!

Dino Iannaccone, in arte Dino Brown, inizia la sua carriera da deejay già a 15 anni e a 23 quella in radio. A 24 anni si trasferisce a Rimini e diventa speaker di Radio Icaro, continuando a suonare nelle varie discoteche della Riviera romagnola. Dal 2010 inizia a lavorare a m2o, andando in onda con il suo programma Controtendance, insieme ad Alberto Remondini.

Ciao Dino e benvenuto su youBEAT! Secondo te che estate musicale ci aspetta?

«Ciao ragazzi! Penso che quest’estate ci saranno prevalentemente tre generi: il reggaeton trascinato dalla “despacito mania”, la tribal house e la future house.
Per quanto riguarda il reggaeton penso che possa far molto bene al mondo della musica visto che crea format importanti come Mamacita e porta anche molte ragazze nelle discoteche. Poi, come già detto, vedo un netto ritorno della tribal house con numerose interessanti produzioni e anche grandi deejay italiani come Federico Scavo, Alex Guesta e tanti altri. Infine sarà anche un estate future house, con cover anni ’90 riprese e rifatte in uno stile più moderno»

Adesso ti aspetta un’altra estate (la terza) al Samsara di Gallipoli, come sarà il format 2017?

«Mi aspettano a Gallipoli per i primi due weekend di luglio e successivamente sarò fisso al Samsara da metà agosto in poi. Il format rimarrà molto simile a quello degli anni passati: vogliamo portare gli ascoltatori con noi in spiaggia, tenendoli incollati con la musica, le imitazioni e anche alcuni ospiti. Inoltre stiamo organizzando anche delle dirette Facebook sempre dalla spiaggia del Samsara o addirittura direttamente da dentro il mare per portare un po’ d’estate anche a chi è bloccato a casa o in ufficio»

Quest’anno ci sarà anche una filiale del Samsara a Riccione: si riuscirà a rilanciare il turismo giovanile anche in Riviera romagnola?

«Ci sarà un filo diretto tra Gallipoli e il “Samsara” beach a Riccione. Quindi non solo Salento, ma anche Romagna con una collaborazione sempre molto forte.
Io ho vissuto a Rimini per 6 anni e ho notato che la Riviera è campata troppo di rendita: nel corso degli anni è mancata l’innovazione e si è fossilizzata rispetto ad altre realtà come Gallipoli e la Croazia. Inoltre il turismo ha cercato di puntare sempre più sulle famiglie, penalizzando quindi molti locali salvo rare eccezioni sempre all’avanguardia come il Cocorico e pochi altri. Penso dunque che in quest’ottica il Samsara a Riccione porterà una ventata di novità e quindi molte persone sceglieranno la Riviera per trascorrere le loro vacanze grazie all’energia del Samsara e la maggior vicinanza rispetto a Gallipoli.
Però per rilanciare totalmente la Riviera romagnola ci vorrebbero anche altri cambiamenti e innovazioni… Io vi dico la mia idea per riportare sempre più giovani in queste zone: visto che la costa romagnola è molto lunga, “lascerei” Riccione ai giovani, mentre altre città come Rimini, Cattolica, Misano al turismo famigliare. Bisogna trovare un posto dedito completamente alla discoteca un pò come Ibiza città che si dedica alla movida giovanile e le zone esterne più per famiglie»

Il tuo ultimo singolo con Paky Francavilla sarà decisamente uno dei pezzi di quest’estate, come è nato?

«Tutto è nato dopo che io e Paky abbiamo notato il discreto successo del nostro bootleg di “You Don’t Know Me” di Jack Jones, che ha raggiunto 1 milione di visualizzazioni su YouTube e oltre 3mila download su demodrop. Abbiamo quindi visto che quel tipo di cassa è stato molto apprezzato, in particolare all’estero: infatti siamo venuti a sapere che è stata usata in un concorso in Thailandia!
Quindi da qui mi è venuta un’idea: perché non mettere lo stesso tipo di drop su un pezzo anni ’90? Quello che si prestava di più secondo me è proprio “Pussy Dub Fondation”. Successivamente noi non siamo partiti dall’originale di Sandy B, ma da un rifacimento del 2002; abbiamo fatto delle prove, suonava bene e ci è piaciuta subito!»

Dino Brown e Paky Francavilla con il loro Dance Music Awards per il miglior bootleg grazie alla revisione di “24k Magic” di Bruno Mars

Terzo anno di attività per la tua etichetta Keep Records, da sempre attenta ai giovani talenti “Made in Italy” e nuovi generi: quali linee guida seguirete?

«Sono estremamente contento dell’ultimo anno: siamo stati una delle poche, se non l’unica etichetta indipendente ad ottenere un sacco di licenze all’estero (Austria, Spagna, Germania e diversi altri paesi…), aumentato così anche i nostri partner europei. Noi alla Keep Records ci poniamo sempre l’obiettivo di mettere al centro l’artista: non è un’etichetta che serve semplicemente per far uscire un disco, ma c’è tutto un lavoro dietro con lo stesso produttore per realizzare un grande prodotto finale e lasciare quindi sempre contenti i nostri clienti. Obiettivi futuri? Vogliamo prendere sempre più artisti italiani e trasformarli in veri e propri deejay. È difficile ottenere successo in poco tempo, come successo con fenomeni come Martin Garrix o Angemi, quindi noi stiamo cercando giovani deejay e producer che abbiamo voglia di mettersi alla prova e crescere con noi»

Per concludere: Dino ti è mai capitato, nelle tue tante serate, di essere scambiato per un vocalist invece che per un deejay?

«Si è successo spesso (ride, ndr). È normale, le persone sentono sempre la tua voce in radio e quando ti vedono si aspettano che tu parli e basta. L’arte però non ha limiti e quindi, visto che nasco come deejay, metto insieme le due cose e spesso faccio anche il vocalist mentre suono.
Questo anche perché io sono cresciuto con i deejay degli anni ’90 che facevano proprio così: mettevano i dischi e parlavano, interagivano con il pubblico. Io sono di questa generazione, uno dei pochi rimasti.
Vocalist, deejay o entrambi… l’imperativo però rimane sempre solo uno: quello di far festa!»

a cura di Valerio Pennati


youBEAT ringrazia Dino Brown, Teresa Palermo e Lorenzo Tiezzi per la disponibilità e cortesia

 

About Valerio Pennati

Giornalista pubblicista e studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere (corso di Linguaggio dei Media) presso l’Università Cattolica di Milano. Collaboro con la Redazione sportiva del “Giornale di Merate”, settimanale locale in provincia di Lecco. Appassionato di musica e di sport scrivo anche per “Agenti Anonimi”, sito di notizie legate al mondo del calcio. Follow me on Twitter!

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