Dino Brown, deejay e speaker di M2O, da tempo tiene viva la musica e la memoria degli anni Novanta grazie alle sue trasmissioni Controtendance e Dual Core. Da settembre questo speciale decennio ha preso sempre più piede nelle sue trasmissioni grazie ad un appuntamento settimanale fisso con delle particolari e bellissime interviste ai personaggi che hanno segnato gli anni Novanta nel campo della musica.

Davanti a Dino Brown sono arrivati ospiti di grande calibro: Gianfranco Bortolotti, Datura, Eiffel 65, Neja, Mario Più, Deejay Aladino, Roland Brant, Deejay Panda, Nathalie dei SoundloversMagic Box e molti altri. Tutti con una storia particolare da raccontare e per rievocare, insieme a Dino, gli speciali anni Novanta che hanno fatto innamorare tantissimi fans della musica dance e disco.

Proprio anche grazie a Dino e alla sua trasmissione gli anni Novanta stanno ritornando sempre più in auge e hanno portato anche alla nascita di particolari programmi televisivi e non solo dedicati a questo decennio.
Noi di youBEAT abbiamo intervistato Dino Brown per farci raccontare la sua passione per gli anni Novanta, la nascita della sua trasmissione e i futuri ospiti.


Ciao Dino e bentornato su youBEAT! Come è nata l’idea di portare ospiti anni ‘90 all’interno delle tue trasmissioni?

Da circa sei anni tratto la dance anni Novanta a modo mio grazie a Dual Core: prima occupava circa un’ora al giorno, poi è stato inserito per mezz’ora all’interno di Controtendance. L’idea di portare degli ospiti è nata grazie ai Datura, quando è venuto Stefano in trasmissione con me. La puntata con Stefano è andata in diretta anche su Facebook e mi sono fatto dire direttamente da lui quello che mi era già capitato di raccontare agli ascoltatori nel mio programma. Così lo scorso settembre ho iniziato ufficialmente questa avventura, dedicando tutta la puntata del mercoledì all’ospite del giorno.

Quali ospiti hai già avuto in trasmissione?

Ho ospitato tantissimi personaggi degli anni Novanta. Così a mente mi ricordo Gianfranco Bortolotti, i Datura, gli Eiffel 65 e lo stesso Jeffrey Jay, Neja, Mario Più, Deejay Aladino, Deejay Panda, Nathalie dei Soundlovers, Paolo Sandrini, Roland Brant, Roberto Molinaro, Alex Natale, Magic Box e diversi altri.

Con chi ti sei trovato meglio in trasmissione?

Molto interessante sicuramente l’intervista con Jeffrey Jay che è stato uno dei miei primi ospiti. Lui è molto simpatico e in trasmissione ha tirato fuori tantissimi aneddoti spettacolari: ad esempio quando è caduto per sbaglio in una botola del palco (ride, ndr). Inoltre ha ricordato anche tutte le emozioni del successo degli Eiffel 65 in quegli anni. Un’altra puntata speciale è stata quella con Roberto Molinaro che è un mio grande amico: con lui mi trovo benissimo, siamo molto in sintonia e abbiamo dato vita ad una delle puntate più belle.
La cosa importante per me, durante le interviste, infatti è quella di instaurare un rapporto amichevole e sincero con chi ho di fronte anche se magari ci siamo incontrati in quel momento per la prima volta. In questo modo partiamo insieme attraverso un percorso emozionale e riesco a riportare alla luce tutti i ricordi e le emozioni degli anni Novanta.

Che personaggio anni ‘90 ti piacerebbe intervistare?

Mi piacerebbe molto intervistare Alexia, Ralf, Gabry Ponte e anche Gigi D’Agostino. Sto cercando comunque di non focalizzarmi su un solo genere: vorrei infatti svariare tra gli anni Novanta, intervistando personalità del mondo delle etichette discografiche come Pippo Lambro della New New Music o Marco Ravelli. Oppure anche deejay che si occupano di generi più di nicchia, come Tatanka. Vedremo cosa riuscirò ad ottenere.

Intanto ci puoi svelare qualche ospite che hai in programma di intervistare nelle prossime puntate?

Verranno in trasmissione Ricki le Roy, Rexanthony, Sandy Chambers che è la voce di “Baby Baby” e “Dancing with an Angel” e diversi altri. Per ora però non posso svelarvi di più.

Pensi che gli anni ‘90 stiano tornando sempre più in auge?

Era già nell’aria che gli anni Novanta tornassero in auge e molto lo si deve alla rinascita di Gigi D’Agostino. Lui ha messo in moto tutto il movimento e ha permesso di riportare alla luce quel decennio. Nella musica di oggi vedo però che manca qualcosa rispetto al passato: ai giorni nostri troppo spesso si dà più spazio all’immagine rispetto alla qualità. Non sto dicendo che le produzioni attuali non siano di alta qualità, ma penso che bisognerebbe tornare ad apprezzare veramente il mestiere di deejay e producer, ridando smalto alla categoria. Bisognerebbe inoltre cercare di stare vicino alle grandi personalità del settore per crescere e costruirsi il proprio background, imparando magari proprio dai deejay degli anni Novanta.

Come hai vissuto gli anni ‘90? Chi ascoltavi in radio e chi seguivi?

In quel periodo ero un fan sfegato del Deejay Time. Seguivo la trasmissione tutti i giorni e mi segnavo tutte le classifiche su dei diari. Per quasi tutti gli anni ’90 ho vissuto ascoltando la radio, poi verso la fine di quel decennio ho cominciato a mettere i primi dischi in alcune feste e discoteche.

Perché negli anni ‘90 gli italiani erano i numeri uno a produrre nel circuito pop/dance radio, mentre ora vengono un po’ “snobbati”?

Ho parlato anche con i Datura di questo tema: nei primi anni Novanta c’è stato un calo della musica pop in generale e così in classifica arrivavano anche i primi prodotti elettronici. Penso che negli anni la dance abbia perso potere nel mainstream perché prima anche grandissime radio nazionali avevano un programma dance, mentre ora sono poche le radio che puntano su questo genere musicale. Oggi, infatti, molti la dance la passano poco e puntano più sul pop, ma forse questo è anche colpa del mercato saturo e della mancanza di persone che fanno conoscere la musica dance al grande pubblico.
Per cercare di far tornare la dance penso che si debba puntare più sul concetto di team come lo erano gli Eiffel 65, con il musicista, il cantante e il deejay/producer. Inoltre bisognerebbe lasciare spazio ai giovani talenti, permettendogli di imparare dai grandi colossi della musica anni Novanta che hanno molto da insegnare e raccontare per far crescere i tanti ragazzi in gamba italiani.


youBEAT ringrazia Dino Brown e Teresa Palermo per la disponibilità e l’intervista concessa

About Valerio Pennati

Giornalista pubblicista e studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere (corso di Linguaggio dei Media) presso l’Università Cattolica di Milano. Collaboro con la Redazione sportiva del “Giornale di Merate”, settimanale locale in provincia di Lecco. Appassionato di musica e di sport scrivo anche per “Agenti Anonimi”, sito di notizie legate al mondo del calcio. Follow me on Twitter!

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