Dopo la puntata speciale di #yBRacconta dedicata alla storia della musica elettronica, vi proponiamo due super artisti italiani che negli ultimi anni hanno conquistato il cuore di tanti appassionati, diventando protagonisti e rappresentanti della scena #Groove italiana e non solo!

Stiamo parlando di Simon de Jano & Madwill, che hanno anche da poco iniziato il loro nuovo progetto SDJM con “The Heat“, in collaborazione con Ralph Felix, che ha già totalizzato più di 1 milione di stream!

Noi di youBEAT siamo andati ad intervistarli per ripercorrere tutta la loro storia, partendo dai loro primi passi nel mondo della musica fino ad arrivare al momento in cui questi due djs si sono conosciuti e hanno deciso di collaborare insieme…

youBEAT Racconta: SDJM (Simon de Jano & Madwill)
youBEAT Racconta: SDJM (Simon de Jano & Madwill)

Per raccontare la storia di Simon e Matt dobbiamo partire fin dalla loro tenera età visto che i due muovono i loro primi passi nella musica molto presto…

  • Sognavate fin da piccoli di fare i dj?
Simon: Ho iniziato a suonare il pianoforte a 5 anni un po’ per gioco, a 10 poi ho continuato al Conservatorio di Milano: qui ho studiato per 10 anni e mi sono laureato (ora è una laurea) in Organo e Composizione Organistica.
Non crediate però fossi un “bacchettone” e ascoltassi solo musica classica, tutt’altro. Ho sempre avuto la passione per quella musica che in Conservatorio mi dicevano non essere “vera musica”. A 7-8 anni rubai a mio papà una cassettina di un album dei Rockets: lì scoccò la scintilla con la musica elettronica.
Ad essere sincero non ho mai sognato di fare il deejay: in realtà sognavo di fare solo il produttore, un po’ “topo da studio”, ma quando un amico mi fece provare per la prima volta a suonare dietro una consolle capii che produttore e deejay fossero 2 cose strettamente correlate. Mi spiego meglio: per produrre dischi che poi funzionino li devi provare in pista, devi sentire il feeling con chi balla o rischi di produrre canzoni che piacciono solo a te.

(youBEAT) L’amore di Simon con la musica inizia, come da lui rivelato, con le prime lezioni di pianoforte e con la mamma che lo convince ad iscriversi al Conservatorio di Milano. Molto carino il retroscena legato alla sua laurea in Organo e Composizione Organistica, nonostante all’inizio suonasse il pianoforte… Simon da piccolo ha una grande passione per la Formula Uno, in particolare per il pilota Jean Alesi. Sempre la mamma un’estate porta Simon ad un concerto di un famoso organista argentino, qui parlando con questo musicista internazionale Simon si appassiona all’organo perché gli viene fatto notare come l’organo assomigli ad una macchina da Formula Uno: ci sono i pedali, i vari “assetti” ed è il musicista (come il pilota) a decidere la velocità della canzone.

 Matt: Mio padre mi trasmise sin da piccolo la passione per la musica, lui fu un dj (a livello amatoriale) in gioventù,  ma ricordo che ascoltava musica ad ogni ora del giorno 7 giorni su 7: prevalentemente i suoi gusti spaziavano dal funky disco al classic rock. All’eta di 14 anni ebbi la fortuna di avere come compagno di classe un dj resident di uno dei più forti locali della Brianza, da lui imparai tanto, ero sempre a casa sua a “giocare” con i suoi vinili e cdj100.
Da li scattò in me una passione per il mondo della dance e cominciai pian piano a seguirlo durante i suoi dj set, fino a che non arrivò il momento di cimentarmi personalmente dietro la consolle: fu un momento magico, provai sensazioni incredibili. Sentivo però che l’essere dj non era ancora abbastanza per me.
Il vero punto di svolta fu quando ascoltai Axwell live per la prima volta, quello fu il momento esatto in cui capii che non mi bastava più suonare dischi di altri, ma provare a personalizzare il mio set con mie produzioni. Da li in poi cominciai a prendere lezioni private di piano, qualche corso di Logic e poi fu tutto automatico. Durante gli anni a venire,  facendo il dj resident, ebbi la fortuna di conoscere tanti dj e produttori italiani e non, uno dei più importanti fu Luca Cassani
(noto dj e produttore italiano), lui mi insegno tanto come dj e come producer e mi diede anche la possibilità di collaborare con lui e di stampare il mio primo singolo su Purple Music (famosa label house del dj Jamie Lewis).
SDJM
  • Quando eravate alle prime armi vi ispiravate a qualche dj o musicista?

Simon: Nei miei primi esperimenti sono stati davvero importanti (e lo sono tutt’ora) le prime tracce di Axwell, Ingrosso ed Angello (quando ancora non erano “Swedish house mafia”). Innegabile è la stima e devozione che ho per artisti come Daft Punk, Deadmau5 e Giorgio Moroder: è chiaro che crescendo ascoltando queste leggende, anche se non lo vuoi, in un qualche modo o nell’altro poi ti trovi influenzato.


Matt: Ricordo ancora che il primo disco che provai a rifare fu il remix di Axwell di Slammin, ricordo che passai giorni e giorni a studiare ogni singolo elemento dentro quella traccia, e fu anche l’esatto momento in cui mi innamorai dell’house music. Axwell e Freemasons furono i miei punti di riferimento fin dal principio
Simon De Jano & Madwill live allo scorso Nameless Music Festival (Pic by CAPEDIT)
Simon De Jano & Madwill live allo scorso Nameless Music Festival (Pic by CAPEDIT)
  • Prima di conoscervi e iniziare a esibirvi come duo, quando e come è iniziata la vostra carriera da dj?
Simon: Nel 2008 ho iniziato tramite un caro amico a fare il deejay in un locale a Montecarlo. Essendo di Milano avevo chiesto di poter suonare in qualche locale, ma non essendo un dj-pierre risultava molto difficile che i gestori mi dessero retta. Poi, quasi per incanto, quando a Milano seppero che suonavo a Montecarlo diversi locali mi iniziarono a proporre la consolle. Nel mentre iniziai a stampare le prime produzioni su una label (all’epoca molto forte) chiamata “Jolly Roger”, fino al 2011 quando creai Kong Fusion: volente o nolente quel disco mi ha un po’ cambiato la vita, tant’è che c’è ancora qualcuno in giro che mi ricorda per quel pezzo. Un disco di cui  sinceramente già da parecchio tempo non vado fiero in quanto non rispecchia molto il mio ego musicale…diciamo che tutti hanno uno scheletro nell’armadio! Per un anno seguii lo stile di Kong Fusion, ma presto mi resi conto che “non era il mio” e volevo tornare nel mio mondo più progressive/house (che avevo sempre fatto). Senza curarmi della moda Big room che dilagava nel 2012-13 buttai giù un po’ di demo e li feci ascoltare a Bottai: a Giovanni piacque il demo di Delorean (che all’epoca si chiamava Gulliver_demo_01) e la finimmo assieme. Tutti all’epoca miravano ad uscire su Spinnin & Co: noi invece eravamo affascinati dallo stile progressive di Kryder che proprio in quel periodo aprì la sua label. Mandammo Deloran, a Kriss piacque e nel giro di un mese uscì. Arrivarono subito ottimi supporti BBC 1, Steve Angello, ecc. e capimmo che eravamo sulla strada giusta, poi penso la storia la conosciate un po’ tutti…

(youBEAT) Un aneddoto molto carino è la nascita del nome Simon de Jano: durante uno dei suoi primi progetti viene chiesto a Simon di trovare un nuovo nome più accattivante, magari di storpiarlo in brasiliano… così Simon pensa a Rio De Janeiro e gli viene in mente di dare vita proprio a Simon de Jano!

Matt: Ho sempre fatto il dj resident, questo mi ha permesso di poter conoscere e confrontarmi con big italiani e non del panorama dance, ho appreso tanto da loro e con alcuni ho anche avuto la fortuna di collaborare, ma tutto inizio quando conobbi Denys (che tuttora collabora con me e Simon). Insieme abbiamo girato tanti locali, soprattutto nel comasco, lui era direttore artistico e io il dj, ci confrontavamo spesso, siamo sempre stati molto esterofili, nel senso che cercavamo di seguire le nuove tendenze a livello musicale che arrivavano dall’estero, di portarle qui in Italia (o perlomeno nei locali dove lavoravamo) e organizzare party sempre molto coinvolgenti e molto diversi da ciò che la gente era abituata a vedere e vivere nei locali. Insieme siamo arrivati a lavorare anche in alcuni dei più importanti club in Italia come per esempio Il Pineta di Milano Marittima. Tutt’ora collaboriamo insieme per organizzare alcuni eventi come il We Are Groovers e altre serate del K-Klass.

(youBEAT) Un altro aneddoto che potrebbe descrivere al meglio la carriera di Simon e Matt è sicuramente quello legato all’okay di Steve Angello per rilasciare “Temptation” sulla sua etichetta Size Records. Il giorno è il 23 dicembre 2014, alle 2 di notte ore italiane Matt e Simon sono appena usciti dallo studio, quando gli Still Young (con cui collaborano per Temptation) gli danno la notizia via Twitter, una svolta sicuramente decisiva per la loro carriera!
SDJM
  • Come e quando vi siete conosciuti e perché avete deciso di formare un duo?

Ci siamo conosciuti nel 2010 quando io (Simon) andai a suonare come guest in un locale dove Matt era resident. In realtà non ci calcolammo subito molto, anzi… a dire la verità il giorno dopo Matt provó a scrivermi su Skype, ma io non gli risposi mai! 
Quattro anni dopo, parlando con altri produttori, emerse che c’era un ragazzo di Como che doveva uscire su Sosumi (io ero appena uscito con Delorean): feci 2+2 e capii che era Matt! Gli scrissi, ci vedemmo ed iniziammo a collaborare…


(youBEAT) Arriviamo così fino a i giorni nostri con il 2015 e il 2016 che sono anni molto importanti per Simon e Matt grazie alle loro produzioni uscite su grandi etichette internazionali; alle numerosi esibizioni nei più importanti festival e discoteche italiane e internazionali e al supporto di top dj come Steve Angello, Bob Sinclair e tanti altri.
Da un paio di mesi Simon de Jano & Madwill stanno sviluppando il progetto SDJM, presentato al mondo con “The Heat” in collaborazione con Ralph Felix che ha già ricevuto moltissimi supporti internazionali.
Siamo certi che per loro le soddisfazioni e il successo non mancheranno!
Di seguito le foto della nostra intervista a NMF16, e li troveremo anche quest’anno al super festival di Barzio (LC)!

A sinistra il fondatore di youBEAT Matteo Villa; a destra Valerio Pennati con Simon De Jano & Madwill
A sinistra il fondatore di youBEAT Matteo Villa; a destra Valerio Pennati con Simon De Jano & Madwill
SDJM @ NMF17
SDJM @ NMF17

youBEAT ringrazia Simon De Jano, Madwill e Sybel Press DJ Communication per questa intervista

di Valerio Pennati

(Twitter @ValerioPennati)

About Valerio Pennati

Giornalista pubblicista e studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere (corso di Linguaggio dei Media) presso l’Università Cattolica di Milano. Collaboro con la Redazione sportiva del “Giornale di Merate”, settimanale locale in provincia di Lecco. Appassionato di musica e di sport scrivo anche per “Agenti Anonimi”, sito di notizie legate al mondo del calcio. Follow me on Twitter!

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