In un periodo storico dove (forse) le canzoni del passato sono più forti di quelle del presente, continua la nostra ricerca musicale chiamata “Viaggio al centro della Musica”.

In quest’ultimo decennio la musica elettronica/dance è stata senza dubbio uno dei generi che ha mosso maggiormente il mercato discografico. Basta guardare le classifiche globali o le line up dei più grandi festival pop: un “dj” o un “product by a dj” ce lo trovi sempre. Quando un genere “va” per la maggiore anche chi non è “del giro” si interessa e si chiede se è una buona idea “cavalcare l’onda”. Ecco che (come sempre è accaduto) le grandi star pop fanno remixare i loro pezzi a producer dj, così da provare a conquistare anche il dancefloor e i club. Altre volte, invece, è il produttore che prende un pezzo alternative e lo fa suo, utilizzando i propri suoni. Oggi parliamo proprio di quegli artisti che non c’entrano niente col mondo della discoteca, ma che casualmente sono diventati dance.

Angus & Julia Stone

Angus & Julia Stone sono un duo australiano di musica folk. Apparentemente non vi diranno niente, il passaggio dal folk alla musica elettronica sembra lontanissimo. Eppure in questi ultimi anni, diverse volte li abbiamo ascoltati senza saperlo. La loro “Big Jet Plane” è diventata in pochi mesi (nel 2011, ndr) “Take Your Higher” con i suoni dei loro connazionali Goodwill e Hook ‘n’ Sling, mentre pochi mesi fa (nel 2017, ndr) è tornata ad essere “Big Jet Plane”, a cura di Alok. Ma non solo, perché anche la loro “Paper Aeroplane” è stata ripresa, suonata in chiave deep da Francesco Rossi. La nuova “Paper Aeroplane” è riuscita ad uscire dal quinto Continente e conquistare radio e club di tutto il Mondo. Ora che lo sappiamo, il passaggio dal folk alla musica elettronica sembra quasi una passeggiata.

Asaf Avidan

One Day” di Asaf Avidan è ormai diventato un classico nella musica deep/soul. Parliamo ovviamente della versione del produttore tedesco Wankelmut, versione che ha raggiunto le vette della classifiche di vendita di mezza Europa. Il cantautore israeliano aveva pensato la sua “One Day” in stile rock/blues, una formula che difficilmente però trova spazio in radio e nel mainstream. Voci di corridoio dicono che non ha preso benissimo il fatto che viene ricordata solo la versione deep. Era meglio rimanere underground?!

Ady Suleiman

Fede e Gio (Merk & Kremont) si trovavano in un aeroporto quando hanno sentito “Out of Luck” di Ady Suleiman. “Bellissima questa canzone, shazamiamola!”, dissero. Dopo qualche mese erano in studio quando ricomparve nell’archivio del cellulare il pezzo. “Lo dobbiamo rifare!”. E’ così che è nato (più o meno) “Sad Story”, disco d’oro e più ascoltato in tutta Europa del duo milanese. Merito è anche dell’app con il loghino blu, diciamolo.

Bob Marley

Be, chi non conosce Bob Marley?! Scomparso prematuramente a soli trentasei anni, è stato una Icona per la musica reggae giamaicana e non, capace di lasciarci un testamento discografico incalcolato di successi. Successi che sono stati ripresi negli anni a venire e riproposti con sound differenti. Ricordiamo dagli anni ’90 la versione dei Funkstar De Luxe di “Sun is Shining”, ma anche quella del nostro connazionale Alex Natale (che ora pilota gli aerei, ndr) di “What Goes Around Comes Around”. Ma anche The Wailers, LVNDSCAPE & Bolier pochi anni fa hanno lavorato su “Is this Love”. Il povero Bob non ha mai smesso ballare di farci ballare.

Likke Li

I Follow River” è un’altra di quelle canzoni che è difficile da ricordare in versione originale. Se non fosse stata per la versione dei The Magician, improbabile che Likke Li da sola avrebbe raggiunto svariati numeri uno in classifica di vendita (750.000 copie vendute in Germania, solo per citarne una, ndr). Forse la musica indie è giusto che rimanga indie, ma per un artista avere qualche dischetto di platino fa pur sempre palmares.

Lana del Rey

Lana del Rey è una di quelle cantanti che fa parte della categoria “furbetti”. Allieva di maestre di questa tecnica come Madonna o Lady Gaga, la cantante americana ha chiamato “a rapporto” il produttore/dj Cedric Gervais per “mettere mano” alle sue canzoni. “Summertime Sadness” e il follow up “Young & Beautiful” sono stati due successi planetari, grazie ai quali il dj francese ha vinto un Grammy Awards nella categoria “Best remixed recording”. Negli anni in cui la musica edm era all’apice del suo successo forse era da stupidi non sfruttare l’onda.

Tom Jones

Tom Jones è un cantante da 100 milioni di dischi venduti nel Mondo. Nato in Galles, è famoso indubbiamente per la sua musica soul, pop/country. Ad inizio anni 2000 diventa mainstream grazie alla sua hit dance “Sex Bomb”, prodotta dal dj tedesco Mousse T. Il gallese ci riproverà diversi anni dopo con “Black Betty”, forse meno conosciuta ma molto ballata nei dancefloor di quell’estate 2003. La chiave del successo è di non essere chiusi musicalmente, proprio come non lo è Tom.

Kid Cudi

La musica elettronica e l’hip hop sono sempre andati d’accordo, è vero. E’ dai primi anni ’90 che troviamo canzoni dance con il cantato rap, o una base electro con sopra l’MC. Ma Kid Cudi, quando ha fatto uscire la sua “Day ’n’ Nite”, non immaginava sarebbe stata una versione “alternativa” del pezzo a portarlo al successo. Perché la “Day ’n’ Nite” che conosciamo noi, che conosciamo tutti, è quella in chiave fidget dei Crookers, versione grazie alla quale porterà i due italiani a produrre per pop star come Rihanna e Beyoncé. Certo, magari il rapper americano avrebbe voluto sfondare con la sua original mix, ma sicuramente ne ha giovato in popolarità grazie a questa.

E’ giusto valicare il confine del proprio genere musicale per raggiungere il successo? E’ contento un artista quando ascolta in radio la sua canzone arrangiata diversamente rispetto alla sua? Forse se un artista “inciampa” nella musica dance può essere solo che contento..

About Jacopo Casalaspro

Architetto di giorno, esploratore della club culture di notte. Appassionato di musica elettronica, radio e music-travelling, puoi trovare piccoli stralci della mia vita sul mio Instagram @djacopo93 In the place to be!

View all posts by Jacopo Casalaspro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *