Ci avviciniamo alla chiusura dall’edizione 2017 di Nameless Music Festival con un po’ di tristezza, sapendo che dovremo aspettare altri 365 giorni per rivivere le stesse emozioni, ma anche con l’immagine nitida della chiusura di ieri sera da parte di due grandissimi artisti internazionali: Axwell /\ Ingrosso.

Ma, come al solito, partiamo dall’inizio e quindi dall’apertura di Los Angelus, bizzarro personaggio che abbiamo imparato ad apprezzare ed amare durante il contest che ha preceduto il festival, non solo per la sua resa scenica ma anche per la particolare idea di unire canzoni clericali a drop energici.

Nei 50 minuti successivi abbiamo potuto ascoltare il set di Vush seguito poi da altri artisti italiani che avevamo già visto nelle precedenti edizioni dell’evento: dallo stravagante EDMMARO che come al solito ha proposto un mix a cavallo tra il trash e il geniale, esempio lampante l’idea di suonare l’inno della Juve, PRZI, che ha cominciato a scaldare l’atmosfera con qualche banger e infine i Reebs che hanno preso in mano la situazione cominciando a martellare seriamente il dancefloor in preparazione ai set serali.

Le due grandi sorprese successive sono state Amy-Jane Brand Chace: la prima ha davvero impressionato suonando Trap, Bass, Dubstep e tutto ciò che più si addice ad un festival di questo calibro, il secondo proponendo lo stile con cui si è fatto conoscere nell’ultimo anno e che avevamo imparato ad apprezzare in molte sue produzioni, come il remix di “Adieu” di Tchami, artista che abbiamo poi visto sullo stesso palco più tardi.

Arrivato quindi il turno dell’americano Kayzo, fenomenale artista di origini italiane che ha donato al mainstage un’esperienza unica: tracce veramente esplosive che hanno quasi stordito la folla per un’ora intera di set a BPM davvero alti.

 

 

I toni sono stati poi un po’ smorzati da Throttle, che ha proposto un insieme di banger e proprie produzioni davvero ben pensato, unendo la linea melodica che caratterizza le sue tracce in modo davvero eccelso; da “Hit the Road Jack” “Money Maker” le sue canzoni ci han fatto ballare tanto da poterlo definire uno dei migliori della giornata.

Arrivati al turno dei “resident” di NMF Merk & Kremont abbiamo potuto assistere ad uno show a 360 gradi: hit, mashups, alcuni remix e anche un po’ di ironia verso le critiche che spesso si muovono verso i “fenomeni del web” come la Dark Polo Gang. Proprio quest’ultima ad un certo punto del set è salita sul palco, inscenando alcune delle hit più forti (o più trash) del repertorio, davanti ad un pubblico sorpreso che mai si sarebbe aspettato la loro comparsa.

 

 

Il penultimo artista è stato il francese Tchami: tanta Bass e G-House ma anche uno sguardo al passato con le canzoni che lo avevano fatto conoscere durante il periodo dominato dalla Future House. Le ha messe tutte, o quasi tutte, facendo sognare i suoi fan e non in un’ora di set. L’ultima che ha messo è stata “Adieu”, anche se si spera sia solo un arrivederci!

 

 

La grande chiusura è stata fatta da Axwell /\ Ingrosso, tanto attesi e desiderati dal pubblico non hanno deluso grazie ad un’ora e mezza con ritmi ben scanditi, apertura di set con molte tracce e mashup innovativi, passando per un piccolo throwback degli Swedish House Mafia con canzoni come “Don’t You Worry Child”, “One”, “Greyhound” e “Save the World” e infine chiudendo con la consueta “Sun in Shining” e visuals mozzafiato.

Con l’immagine del sole che splende ci prepariamo quindi per il terzo e ultimo giorno di NMF che vedrà salire sul palco altri artisti internazionali con chiusura affidata ad Afrojack.

About Gregorio Citterio

Studente di Informatica Musicale presso l'Università Statale di Milano, appassionato di musica elettronica e sound design. Autore delle rubriche "Serum Tutorial" e "The Dark Side of EDM".

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