In questa prima puntata di NextGen, nuova rubrica dedicata ai talenti emergenti dell’EDM, abbiamo fatto quattro chiacchiere con BOOTHED per scoprire cosa ne pensa dell’attuale situazione della musica in Italia e per saperne di più sui suoi progetti futuri.

Ciao Francesco, ti andrebbe di iniziare raccontandoci il tuo primo incontro con l’EDM e la nascita del progetto “BOOTHED”?
Ho iniziato ad appassionarmi a questo genere quasi per caso, nel 2013. Dopo averlo scoperto ho passato un lungo periodo in cui non riuscivo ad ascoltare altro, perché mi dava emozioni che nessun altro genere mi procurava e ciò mi ha permesso di approfondire sempre di più le mie conoscenze. L’anno successivo, nel 2014, ho voluto iniziare con le mie produzioni e per questo ho dato vita al progetto “BOOTHED” insieme a mio cugino Matteo, con cui condividevo la stessa passione. Siamo rimasti un duo fino al 2016, anno in cui lui ha deciso di lasciare questa attività per seguire altri progetti personali.

Quali sono le tracce e gli artisti che ti hanno portato ad avere lo stile musicale che possiedi oggi?
Potrei citarti un elenco davvero lungo di nomi e di tracce, in quanto, data la continua evoluzione stessa della musica, è molto difficile stabilire solo pochi nomi che siano stati in grado di influenzarmi dal primo giorno fino ad oggi. Ci tengo però a dire che quelli che più nel tempo hanno avuto influenza sul mio stile sono gli Swedish House Mafia, sia come trio, sia come artisti singoli negli anni successivi al loro scioglimento. Più di recente, invece, mi sento di poter identificare una forte componente bass nel mio stile e ciò avrà senza dubbio ulteriori sviluppi, considerando tutto quello che ogni artista assimila attraverso le sue esperienze e i suoi quotidiani ascolti. Credo che questo discorso valga per chiunque faccia musica.

Tre tracce che non possono mancare in un tuo set?
Cambio spesso i set in ragione della grande varietà e qualità di musica che esce ormai quasi ogni settimana sulle numerose etichette EDM, però se dovessi citarti tre tracce che nel 2018 sono sempre state presenti e suonate nei miei set, ti direi:

One Too Many di Tom Tyger vs. Charles B & VCTRY;

Gravity di Antoine Delvig & SOVTH;

Sick di Tombz;


Di recente sei uscito su Fonk Recordings con due tracce, rispettivamente una col talento francese Antoine Delvig, e l’altra insieme ai Dirty Ducks, giovane duo di ragazzi italiani ormai senza dubbio sulla cresta dell’onda. Come sono nate queste collaborazioni?
Era da tempo che desideravo collaborare con tutti loro per la straordinaria bravura. Ho raggiunto Antoine tramite il mio management: gli è stata mandata una versione strutturata di ”Alive”, sulla quale ha aggiunto dei suoni, rivisitandone poi alcune parti.

Per quanto riguarda invece i Dirty Ducks, li ho contattati tramite Facebook e mail mandandogli l’idea di ”I Only Wanna” e una struttura di base. L’idea è stata apprezzata fin da subito e dopo quel momento la traccia è venuta fuori in poco tempo, grazie all’equilibrio che si è instaurato nella sua produzione.

Allo stesso modo il pezzo è piaciuto molto a Dannic che lo ha anche testato al Tomorrowland. È stato davvero un onore lavorare al fianco di produttori di così alto livello ed esperienza, e rilasciare su una delle mie etichette preferite.

Se potessi invece collaborare con chiunque, chi sceglieresti e perché?
La mia collaborazione ideale sarebbe con Calvin Harris, principalmente perché penso che lui sia una sorta di “ponte” fra EDM e Pop, in grado di combinare diversi generi in maniera perfetta, anche grazie al suo essere musicista, cantante, scrittore e produttore musicale. Naturalmente ci sono moltissimi altri grandi nomi con i quali mi piacerebbe un giorno poter collaborare, come ad esempio Zedd, Diplo, Skrillex, Deadmau5, The Chainsmokers e Martin Garrix.

La tua risposta mi suggerisce una domanda: secondo te, ad oggi, è il Pop ad essersi avvicinato a sonorità più EDM o è l’EDM ad essere diventata più Pop?
Credo si stia passando un sorta di momento di “equilibrio” e “ambivalenza“, anche se ritengo che sia sempre meno raro vedere i grandi nomi EDM che si avvicinano a sonorità molto radiofoniche. La fusione fra generi non è certamente nuova, e la componente elettronica che guadagna spazio in una traccia prettamente più “radiofonica”, senza dubbio credo dia più “colore” e una sonorità del tutto nuova. Non è un caso che le più grandi hit degli ultimi anni siano in gran parte date da questa combinazione e chissà quali e quante altre evoluzioni ci riserverà il futuro.

Di recente sei entrato a far parte del progetto “United“. Puoi spiegarci meglio di cosa si tratta e quale è stato il tuo contributo a questa iniziativa?Il progetto ”United” è un’iniziativa del siciliano Gabriele Mirabile che unisce più produttori provenienti da ogni parte del globo, e consiste nella pubblicazione di un album di 17 tracce al fine di sensibilizzare le persone agli SDGs (obiettivi di sviluppo sostenibile). Ad ogni traccia è associato infatti uno di questi obiettivi. Il rilascio è avvenuto su ogni piattaforma digitale, e il ricavato è stato versato in beneficenza all’UNICEF. Il mio contributo è consistito nel produrre e fornire uno dei brani contenuti nell’album. Devo dire che sono molto soddisfatto e spero che tutto l’insieme di questa bellissima iniziativa possa rendere al meglio i suoi frutti, in attesa di futuri sviluppi anche nel 2019.

Anticipazioni sul futuro di BOOTHED?
Al momento ho in cantiere veramente un gran numero di lavori finiti e altrettanti da portare a termine, nella speranza che questo possa essere un anno ricco di soddisfazioni personali e professionali.
Sto lavorando sodo insieme a NBMusic Agency, ormai per me quasi più una famiglia che un’agenzia di management. Gli obiettivi sono davvero tanti, così come lo sono la voglia di fare e di riuscire! Non vedo l’ora di potervi mostrare quello a cui ho lavorato recentemente e a cui sto lavorando in questo periodo!

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