Negli ultimi 15 anni si è verificato un drastico calo delle vendite di cd, ep o qualsiasi supporto sul quale gli artisti puntavano per raggiungere il pubblico. I motivi sono molteplici e difficilmente elencabili con precisione, tuttavia è chiaro a chiunque che l’avvento di una tecnologia in grado di riprodurre copie di cd a casa propria partendo da un originale e, in seguito, la possibilità di far girare semplici file MP3 su internet siano state due delle principali cause.

Più recentemente quindi si è cercato di contrastare questo fenomeno di pirateria puntando sul copyright, quindi cercando di eliminare tutti i file caricati sui vari siti o social da utenti che non ne avevano il permesso, oppure tramite le piattaforme di streaming che hanno avuto un incredibile successo grazie a due principali fattori: il primo è la qualità dei file, infatti su queste piattaforme la compressione è decisamente migliore rispetto ad un qualsiasi file audio convertito da un video; mentre il secondo è la facile fruibilità da smartphone oltre che un prezzo minimo a fronte di una proposta infinita di playlist e canzoni di vari artisti.

Tuttavia sono ancora numerosi i siti che offrono un veloce download di una traccia audio partendo dall’URL di un video ovviamente preso nella maggior parte dei casi da YouTube: uno dei più famosi è youtube-mp3.org. Il sito in questione, preso come bersaglio a causa della sua grande popolarità da parte di alcune label di importanza mondiale, sarà chiuso per il danno arrecato al mercato discografico.

Varie indiscrezioni suggeriscono che sia stato raggiunto un accordo definitivo tra il sito e una raccolta di etichette discografiche tra cui UMG, Sony Music e Warner Bros: sebbene pare che il documento non sia ancora stato firmato da un giudice, esso indica una decisione a favore delle etichette, con una tassa da pagare di valore non divulgato e un ordine di trasferimento del dominio a una delle parti che rappresentano le etichette. La RIAA (Recording Industry Association of America, ndr) lo ha definito il più grande sito web di riproduzione audio a livello mondiale e le etichette hanno presentato un reclamo di violazione di copyright contro il sito lo scorso anno, dicendo che era responsabile di “oltre il 40%” di tutta la riproduzione di audio in modo illegale“.

Secondo uno studio del 2016 della Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica, la riproduzione audio è una delle forme più significative di pirateria rivolta all’industria della registrazione, con quasi la metà dei ragazzi tra 16 e 24 anni che utilizzano siti come “YouTube-MP3.org”.

La denuncia specifica i titoli di ben 304 canzoni che le etichette dicono erano illegalmente scaricati usando il servizio, tra cui “Clarity” di Zedd, e “Born This Way” di Lady GaGa. La denuncia ha richiesto danni pari a 150.000 dollari per ogni istanza di violazione del copyright dimostrata, sostenendo che “YouTube-MP3.org” ha consentito la distribuzione illegale e ha beneficiato di contenuti di etichette, raccogliendo entrate pubblicitarie dal reindirizzamento delle persone al suo sito. Le etichette affermavano che “decine, o addirittura centinaia, di milioni di brani sono illegalmente copiati e distribuiti dai servizi stream-ripping ogni mese“.

Per ora “YouTube-MP3.org” è ancora tecnicamente attivo, anche se, se si tenta di utilizzarlo, esce un messaggio di errore: “Siamo spiacenti, questo servizio non è disponibile“. Questa istanza e la presa di posizione da parte delle etichette segna una notevole vittoria dal punto di vista della legalità e della presa di coscienza dei fruitori di questi servizi: infatti se dal punto di vista di un ragazzo scaricare qualche canzone sul proprio pc non sembri un danno di grandi proporzioni, la grande diffusione di questo tipo di pirateria lo rende un enorme problema che va ad intaccare non tanto gli artisti più famosi quanto quelli che cercano di sfondare nel mondo della musica.

Bisognerebbe provare a mettersi dalla parte del produttore e chiedersi come la prenderemmo se il lavoro di ore fosse degradato ad un semplice: “alla fine è solo una canzone, non sto facendo nulla di male“.

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