Intervista ai Teamworx e Sam Void durante lo showcase “Protocol Recordings X ADE ’18”

Anche quest’anno, per la settima volta, Nicky Romero presenta lo showcase Protocol Recordings X ADE’18 durante la 24esima edizione della manifestazione Amsterdam Dance Event, sulla quale tutti i riflettori internazionali sono puntati per la quantità di eventi, novità e panel presenti.

Oltre al dj #41 al mondo per DJ Mag, si sono alternati in consolle tra due sale (Main e Protocol Lab) gli artisti del roster Protocol Recordings COREY JAMES / DENIZ KOYU / MATISSE & SADKO / MAXIMALS / RAIDEN / STADIUMX / TEAMWORX / TOM TYGER / ANTOINE DELVIG / FADERX / FUNKYBEAT / MARC BENJAMIN / MOSIMANN / SAM VOID / THOMAS NEWSON 

La nostra reporter Greta Menta ha incontrato Nicky Romero ed intervistato per youBEAT il duo israeliano Teamworx e l’olandese Sam Void!

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Intervista ai Teamworx (Ben & Saar)

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  1. Il vostro sound è esplosivo. Anche se fate un genere diverso dai Vini Vici, la vostra musica è comunque molto energica. Si può definire tale l’EDM “Made in Israel”?

Sì, forse perché il pubblico israeliano è molto aggressivo. E’ un pubblico a cui piace molto saltare e muoversi. Se sei un dj in Israele, ti viene naturale produrre questi pezzi perché ti ricordi dell’energia del pubblico. Nasciamo con questa vitalità e ce la portiamo in studio.

  1. Siete arrivati 64esimi alla classifica “Top 101 producers” (sopra di 22 posizioni rispetto all’anno scorso). Vi aspettavate tanto supporto nei set da parte dei vostri colleghi?

Il nostro obiettivo è quello di produrre più tracce possibili. Cerchiamo di creare buone tracce che si possano suonare facilmente nei club, e molti dj si sentono a proprio agio nel suonarle. Penso sia questa la chiave del nostro successo e del perché abbiamo ricevuto tanto supporto. Siamo ovviamente molto felici del risultato, è pazzesco il fatto che siamo posizionati davanti a nomi molto più noti.

  1. Lanciare un pezzo inedito (“Clap back”) durante un evento così importante come ADE è particolarmente significativo.

È un pezzo con sonorità da club, molto allegro. E’ una traccia che riguarda proprio il clima da club, della gente che viene a ballare, si muove e batte le mani (“clap”). Inoltre ha dei vocal perfetti per un dj set. Lo abbiamo ultimato sei mesi fa ma abbiamo voluto aspettare il momento più adatto per lanciarlo. “Clap Back” è perfetta per questo momento, ma rappresenta ancora il nostro vecchio sound. Ora ci concentreremo su nuove sonorità. 

  1. Progetti futuri?

Non so quanto possiamo rivelare sulle nuove uscite, sono ancora aperte a grandi opportunità, ma è sicuro che finiremo il 2018 con il botto. Nel 2019 sentirete il nostro nuovo sound. Questo perché ci piace puntare su qualcosa di fresco, non vogliamo rimanere intrappolati ad un genere solo. Vogliamo esplorarne di nuovi. Lo sentirete molto presto.
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Intervista a Sam Void (Mischa Samuel Lugthart)

Protocol x ADE 2018 | Joris Raaijman
Protocol x ADE 2018 | Joris Raaijman
  1. Il tuo stile è camaleontico. Hai sperimentato diversi generi: dal funky alla progressive. Il tuo primo singolo, “Young”, ha sonorità electro, mentre il tuo ultimo singolo (“Like that” con Thomas Newson) si può definire un misto tra la tua electro e la sua tribal?

Sicuramente! Ci siamo incontrati in studio un mese prima e ci siamo confrontati su una possibile collaborazione, quindi ci siamo messi subito a lavorare sul pezzo. In mezz’ora avevamo già il drop intero. Ci siamo incontrati solo 3 volte per poi mixare il pezzo. E’ stato un lavoro piuttosto veloce

  1. C’è un genere che senti più tuo?

Mi piace quel momento in cui sai che il pezzo funzionerà. Penso sia il momento più magico. Quando pensi: “non è nemmeno finito, è solo la tua piccola melodia con il tuo piccolo campione” ma sai che c’è, e funzionerà. Quando pensi che qualcosa suoni bene, il genere non è ciò che importa di più.

  1. Protocol Recordings è una delle etichette più produttive, e negli ultimi due anni non ne ha sbagliata una. Quale pensi sia la chiave del successo di Protocol?

Sicuramente Nicky Romero. E’ la sua etichetta e c’è il suo nome. Per noi è chiaramente una fonte di ispirazione. Mi piace molto il suo metodo di lavoro, che è sempre pulito e chiaro. Una cosa molto importante che ho imparato da lui è quella di non rendere il lavoro troppo complicato, di rendere il processo lavorativo semplice e lineare. Per me una delle sue migliori produzioni è “Ready 2 Rumble” e credo che la sessione abbia una cinquantina di tracce, quando normalmente ce ne sono un centinaio. Io cerco di fare lo stesso nelle mie creazioni: restare sul semplice. Penso si possa sentire anche nel pezzo con Thomas Newson, non abbiamo usato tanti strumenti ma credo funzioni molto bene nei club.

  1. Progetti futuri?

Qualcosa da solista e un paio di collaborazioni, di cui una con i FaderX. Ci stavo lavorando su proprio questa settimana, penso che nel 2019 verrà pubblicata. Probabilmente suonerò in giro qualcosa di nuovo prossimamente.
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youBEAT ringrazia Protocol Recordings, Unfolded PR, Teamworx e Sam Void per l’opportunità!

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