Dal 2003 “pilota” Radio Deejay curando la regia (e non solo) di alcuni programmi del palinsesto, ma è “in giro” dal 1993. Anche quest’anno Shorty è pronto a conquistare l’estate, e rilascia su d:visionCanta Canta“.

Jacopo Casalaspro intervista Shorty a Radio Deejay

Lo abbiamo raggiunto nel suo studio al secondo piano del Deejay Building in Via Massena 2, Milano. “Mi dai cinque minuti?”. Il tempo di tagliare la puntata di Albertino Everyday (in onda ogni giorno alle 14, ndr) e di caricarla sul sito, e Shorty ci ha risposto a tutto quello che volevamo sapere.

Stream / Download: dvision.lnk.to/shorty_canta

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INTERVISTA

Shorty, è un piacere riaverti qui su youBEAT. Ripartiamo dall’intervista che ti facemmo in occasione dell’uscita di “Vazilando”. Che cos’è cambiato in questi due anni?

Son successe tante cose. L’ultima volta che vi avevo incontrato era uscito il video di “Vazilando” che avevamo registrato a Cuba e che era stato supportato da molti dj in giro per il mondo. Grazie a questa parentesi cubana avevo conosciuto Jacob Forever e Fuego, che stavano lavorando con Pitbull, e mi hanno chiamato per fare la produzione di “La Dura”.

Un frame del videoclip di “Canta Canta”, in eslusiva per ora su Deejay.it

Parliamo subito della tua nuova produzione “Canta Canta”. Com’è nata?

Spinto da questa voglia di tirare fuori una cosa festaiola, con ritmi latini che scaldano e fanno muovere, ho iniziato a fare una ricerca sul Brasile, e sono andato a sentire molti pezzi folk e popolari brasiliani. Quando ho sentito per la prima volta “Canta Canta (Minha Gente)” di Martinho Da Vila è partita la magia. Grazie ad amicizie brasiliane ho scoperto che può essere paragonata alla Nostra “Nel Blu dipinto di Blu”. E’ un inno in Brasile, la popolazione è innamorata ed affezionata a questa canzone. Essendo in Italia praticamente sconosciuta, ho deciso di metterci mano, e l’entourage di Da Vila mi ha dato l’ok ad utilizzare il sample. Da quando è uscita abbiamo fatto numeri importanti e io sono molto felice! Colgo anzi l’occasione per ringraziare tutte quelle radio locali – e non – che mi stanno supportando. E’ un amore incredibile quello che sento arrivare dai colleghi!

Ancora una volta strizzi l’occhio al mondo Sudamericano/latino. Sei indirizzato verso quel mercato?

Guarda, io sono sempre stato molto per i mondi tech house, festival.. Ho fatto le residenze al Cocoricò per molto tempo. Da quando sono andato a Cuba per fare la versione reggaeton di “Vazilando” mi si è aperto un mondo che mi ha rapito completamente. Vivere questo genere a L’Avana non lo riesci a cogliere in nessun altra parte del Mondo. Le feste, tutti che ballano, il “presobenismo” generale dalle otto del mattino fino alle otto del mattino del giorno dopo.. Mi ha proprio preso questo movimento caloroso/latino! Devo dire che comunque quando ho cominciato, nel ’93, compravo dischi tutti tribali, mi piacevano le percussioni. Jeff Mills mi aveva messo dei pezzi di questo genere in alcune sue playlist e classifiche a fine anni ’90. Ero già nel mondo latino!

Com’è nata la tua passione per la musica e come hai incominciato il tuo percorso da dj?

Da piccolo andavo spesso in vacanza a Cesenatico con i miei genitori in un villaggio turistico, dove c’era sempre un dj. Un anno è stato male prima che iniziasse la stagione estiva. Io non avevo mai messo i dischi, ma un pomeriggio mi hanno messo davanti ad una consolle con dei vinili, e me la sono cavicchiata. Di sera gli animatori mi portavano all’Energy Paradise, una discoteca di Cesenatico di allora, anche se io non sarei potuto entrare visto che avevo solo tredici anni. Per dieci serate sono stato dietro al dj ad osservare mentre mixava. Era Mauro Ferrucci il dj, ed era proprio un direttore d’orchestra, lui decideva i momenti e gli umori della gente in pista. Quando sono tornato a casa dalle vacanze mia mamma mi comprò una consolle, e da lì ogni pomeriggio mi misi a mixare e capii che non era solo una semplice passione.

Shorty alla regia di Albertino Everyday, assieme a Get Far Fargetta e Ale Lippi

Parliamo di tecnicismo, curi la regia di Albertino Everyday su Radio Deejay. I tuoi mixaggi sono spesso virtuosi, lontani da una semplice sovrapposizione di tracce. Che software usi?

Io nel ’96 ho iniziato a smanettare con i computer, utilizzavo ai tempi un programma che si chiamava Fast Tracker. Più avanti ho conosciuto Acid, che utilizzo tutt’oggi per fare i mixaggi e le demo. Ovviamente se il lavoro va curato più nei particolari apriamo tutte le piste con Logic.

Come prepari/preparate il programma?

Il pomeriggio viene stesa la scaletta delle canzoni che passeranno il giorno dopo. Alla mattina prendo la scaletta e mixo a due a due i brani, sui quali Albertino poi ci parla sopra. Io i dischi li smonto, li taglio e rimonto a mio piacimento. Prendo un beat, gli metto un pezzettino di voce sopra, prendo un pezzo di piano del disco che deve arrivare e lo metto in nota del disco precedente,.. Insomma, creo un collage secondo il mio gusto e il risultato secondo me è più “digeribile” rispetto ad un passaggio semplice che senti di solito nei locali. La radio ha bisogno di essere spettacolarizzata!

Quanto tempo ci vuole per realizzare un programma di 90 minuti come il vostro?

In realtà per mixare tutto quanto e preparare le rubriche che abbiamo all’interno del programma mi bastano un paio di ore. Arrivo in radio comunque alle 8.30 del mattino perché ho da preparare il mio mixato che va in onda nel weekend (Deejay is your Deejay, ndr), creo i jingle,.. C’è sempre da fare in radio.

Dal vostro programma passano sempre un sacco di nomi importanti del settore. Con chi ti piacerebbe fare un disco?

Il mio sogno è Drake. Sopra chiunque. E’ una cosa impossibile lo so. Io comunque credo tanto nelle collaborazioni. Tutte quelle che ho fatto fino ad adesso hanno dato degli ottimi risultati soprattutto a livello sociale. Non parlo solo della musica. Anche solo una sigaretta fumata assieme a qualcuno sul balcone dà i suoi benefici. Io sono per la condivisione!

Shorty nei corridoi di Radio Deejay

Fino a qualche mese fa eri poco social, non avevi neanche Instagram. Ora ne sei diventato un modesto usufruitore (col nome @shortarellissimo, ndr). Ne hai avuto benefici sulla tua vita professionale?

In realtà mi hanno tirato le orecchie talmente tanto proprio perché non fossi social che mi hanno convinto ad esserlo. Io purtroppo non riesco a starci dietro più di tanto per le troppe cose che faccio e il poco tempo che ho a disposizione. Ho capito però che è un punto di incontro con la gente che sta fuori dalla radio. I social ti danno la percezione di quello che succede fuori da quà, se le cose piacciono, se le cose vanno dette o non dette, se certe foto vanno pubblicate. Per gli artisti in generale ti dico che servono i social, perché sono una vetrina e ti portano ad ottenere determinati traguardi.

Rispetto alla tua carriera musicale ormai un pò latin, a cosa ambisci? A quei festival tipo TomorrowLand? Non credo..

Il TomorrowLand è un evento meraviglioso e pazzesco per il livello di produzione che ha. Però è nato in concomitanza ad un genere musicale che era l’EDM che è perfetto per una situazione del genere. E’ vero che vedere Paul Kalkbrenner, che è distante da quel mondo, fare il TomorrowLand è altrettanto meraviglioso. Tutto potrà essere, ma io non sono il tipo che dice “voglio arrivare lì”, io sono il tipo che “faccio” senza pensare a delle mete da raggiungere, e quello che arriva va tutto bene, va tutto bene. Capito?!

Grande Shorty, spacca tutto!

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About Jacopo Casalaspro

Architetto di giorno, esploratore della club culture di notte. Appassionato di musica elettronica, radio e music-travelling, puoi trovare piccoli stralci della mia vita sul mio Instagram @djacopo93 In the place to be!

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