Quando si parla di incassi è naturale stilare classifiche e cercare record. L’industria discografica ci ha abituato a numeri molto alti come i 50 milioni di vendite dei Pink Floyd per The Dark Side Of The Moon o i 66 milioni per Billie Jean di Michael Jackson. Anche l’industria cinematografica ha corso questa staffetta “finanziaria”, basti pensare agli incassi di Avatar o Star Wars.

Ma il bello dei primati è la loro continua trasfigurazione, la loro irrefrenabile ricerca di variabili. Se consideriamo – ad esempio – la variabile tempo,  possiamo addentrarci nell’ottica del record di incassi nel week-end, e questa volta ad avere la meglio non sarà un disco né un film: stiamo parlando di un videogame. Come scrive Music Business Worldwide, già nel 2013 GTA V aveva incassato più di 1 miliardo di dollari in sole 72 ore, ma fu lanciato di martedì, e pur trattandosi di un videogame, va escluso a priori da questa particolare classifica. Il record in questione appartiene a Red Dead Redemption II, che in un solo week-end ha fatturato più di 725 milioni di dollari. I due videogame sono stati realizzati da Rockstar Games, e se vi starete chiedendo cosa leghi l’incasso di un videogame al mondo della musica, è arrivato forse il momento di chiarire una cosa: alle spalle di Rockstar Games vi sono un core team e un franchise una volta facenti parte del business musicale.

Siamo a Londra ed è il 1990. Un diciannovenne di nome Sam Houser inizia a lavorare nel quartier generale della Bertelsmann Music Group (BMG), curando i video musicali. E’ un vero e proprio talento nella ricerca di nuovi titoli videoludici, e ben presto la stessa BMG lo nominerà responsabile dello sviluppo della sua nuova sezione dedicata, la Interactive. Otto anni dopo verrà pubblicato GTA, ma le turbolenze all’interno dell’azienda spingeranno i quartieri alti di BMG ad abbandonare il settore videoludico, interrompendo così i rapporti con Sam Houser e svendendo per “soli” 9 milioni di dollari la Interactive. Perché “soli” 9 milioni? Basti pensare che Red Dead Redemption II ha fatturato la stessa cifra in appena un’ora dal suo lancio.

Sam e Dan Houser

Prima di proseguire con la nostra storia, è fondamentale parlare di Strauss Zelnick, figura di spicco e presidente di BMG per il Nord America. Aveva riscosso molto successo, così tanto da vedersi affidata quella stessa carica non più soltanto per il Nord America, ma per tutto il mondo. Era stato in precedenza CEO della Crystal Dynamics e Direttore Operativo per la 20th Century Fox. Al suo arrivo in BMG era completamente all’oscuro del business musicale, ma ben ferrato nel business cinematografico e videoludico. Aveva convinto la BMG a lanciare Interactive, tessendo le lodi di questo nuovo intrattenimento: i videogiochi. Tutto finì improvvisamente dopo un lasso di tempo relativamente breve, tutto era ora nelle mani della neonata Take-Two Interactive.

GTA III Cover

Intanto Sam Houser aveva rilevato il team di sviluppo di GTA, ed insieme a suo fratello Dan si era portato avanti con il terzo capitolo della serie, GTA III, che irromperà sul mercato vendendo sempre di più, attraverso nuovi capitoli come GTA San Andreas, GTA IV e V. E’ lo stesso Red Dead Redemption II a confermare questa media, con 17 milioni di copie vendute in due settimane. Mentre Zelnick a sua volta, lasciata la BMG, fonda la Zelnick Media Capital, diviene ceo di Take-Two e proprietario di Rockstar Games (che comprende appunto GTA e Red Dead Redemption II). 

Strauss Zelnick

Ci troviamo forse davanti alla peggiore vendita nella storia del business musicale, una svendita a sette cifre diventata ormai storia. E’ questo il più grande errore nella storia del commercio musicale?

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