Una volta si diceva “il mondo è bello perché è vario“, oggi invece dovremmo correggere questo famoso detto con “il mondo è bello perché è social“. Uno strumento potentissimo che rischia di metterti sotto i riflettori di tutto il mondo, spesso e volentieri in modo negativo, che tu sia un fenomeno trash o no, senza ovviamente chiederti il permesso. Un signore che suo malgrado è caduto più volte nella trappola dei social è Deadmau5, da 37 anni senza peli sulla lingua, consapevole di poter scatenare fiamme indomabili degne del miglior piromane informatico semplicemente aprendo Twitter e rispondendo al primo utente diplomato alla scuola della vita che capita a tiro. Infatti i social sono un’arma letale, soprattutto per chi gode di alta visibilità, proprio come tante celebrità della musica e non solo.

Bisogna però partire da un piccola premessa: quando c’era da commentare, Deadmau5 ha sempre commentato. Questa volta purtroppo, più che una fiamma, è scoppiato un Incendio con la I maiuscola. Si, perché finché si prende in giro su Twitter un “collega” come Kanye West ci si può benissimo limitare a sedersi davanti al proprio PC, preparare i pop-corn e godersi lo spettacolo, ma quando entra nello schema un paradigma che unisce i diritti umani con elementi sessisti, la situazione non può che degenerare. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Qualche giorno fa Deadmau5 è stato accusato dalla pubblica piazza per alcuni commenti scaturiti durante una quotidiana sessione di trolling sui social (passatempo non troppo ragguardevole per chi ha milioni di follower). Nell’immagine qui sotto il principio di tutto:

Tutto, infatti, nasce da un commento di un fan che ha preso in giro il suo marchio per eccellenza: la mau5head. La risposta del canadese non è stata delle migliori e poteva benissimo essere evitata. Ma il danno ormai è fatto: da lì il caso è diventato di pubblico dominio, scatenando gli attacchi di quella società che salvaguarda i diritti dell’uomo, ma che potrebbe benissimo possedere una dozzina di fucili a casa propria. I commenti di Deadmau5, infatti, sono risultati di stampo omofobico e transfobico, attirando gli occhi di tutto il mondo. L’intervento di Amanda Knox a parlare della vicenda, dichiarandosi disgustata dai commenti letti ad opera di Deadmau5, è stato determinante: le scuse, più che dovute, sono giunte dopo poco tempo, seguite anche ovviamente dall’immediata eliminazione dei suddetti commenti.

Il discorso è sempre lo stesso, ovvero che tutta questa situazione si sarebbe potuta benissimo evitare con un pò più di sano menefreghismo da parte della leggenda canadese, che disgraziatamente non è solito tenere le mani lontane dalla tastiera. La lezione non è purtroppo stata sufficiente: stavolta ad averlo fatto cascare di nuovo nella trappola non sono state una tastiera e una mano troppo calda, bensì lo streaming. Uno strumento che lui prima di tutti ha visto come estremamente efficace per raggiungere più direttamente i propri fans, ma che stavolta è stato il canale che lo ha di nuovo condannato sulla pubblica piazza.

Durante una consueta sessione di videogiochi in diretta streaming, con la musica di sottofondo, è capitato di ascoltare una canzone di Slushii. Ricordando che Deadmau5 non possiede (PURTROPPO) limiti o censure, si è fatto scappare di bocca l’inevitabile, definendo lo stile del collega come “aids music” e “autistic shit”. Parole pesanti, troppo pesanti e che dovevano sicuramente essere risparmiate. Laddove qualcuno non ne fosse al corrente, Slushii è sfortunatamente affetto dalla sindrome di Asperghen, che causa gravissime difficoltà di relazione e motivo che lo ha reso oggetto di scherno durante la gioventù. La reazione è stata immediata e i toni attorno a Deadmua5 si sono fatti ancora più severi.

Questa mattina ci siamo svegliati con la pagina di Instagram di Deadmau5 completamente vuota e con un messaggio scritto sul profilo Twitter che non lascia decisamente spazio all’immaginazione.

Chi lo conosce bene non ne resterà troppo stupito. Fin dagli albori della sua carriera Deadmau5 non è mai riuscito a nascondere troppo velatamente le sue idee, le sue passioni, ma anche e soprattutto le sue paure. Più volte ne ha parlato, ultima delle quali nella sua personalissima Masterclass, dove giustifica ancora una volta l’utilizzo della mau5trap come metodo efficace per distrarsi dalla pressione del pubblico. Un pubblico che raramente decide di affrontare con lo sguardo, come chi ha avuto il piacere di assistere ad un suo live-set potrà affermare. Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un essere umano, che eccelle in un’arte meravigliosa come nessun’altro, che commette errori come tutti noi e fa i conti tutti i giorni con i propri demoni personali, di nuovo, come tutti noi. Il solo “difetto” è che non può permettersi di scherzare su certi argomenti pubblicamente. Per adesso ha deciso di prendersi un momento per riflettere, per prendersi cura di sé, e ciò comporta un forzato allontanamento dal pubblico. Lascia da parte progetti, radio show, collaborazioni (stava portando avanti una traccia con Rezz pazzesca!), eventi di cui si stava occupando scrupolosamente per mettere sè stesso al primo posto. Sappiamo per certo che non smetterà mai di fare musica, perché questa è la sua natura. Continuerà segretamente a portare avanti la sua label, le sue idee, i suoi progetti, ma stavolta magari in forma privata per tornare, un giorno, più forte (magari anche più maturo) di prima.


Ci teniamo a precisare che questo articolo non nasce dal desiderio di accusare o difendere nessuno, bensì esclusivamente per divulgare informazioni rilevanti che ruotano attorno al mondo della musica elettronica nel modo più oggettivo possibile.

About Matteo Florio

Fiorentino, laureato in Mediazione Linguistica e Culturale, bass-addicted, bass-lover, bass-head.. insomma: BASS. Grande appassionato di Club Culture, vivo la mia vita a suon di BPM e cerco di raccontare a 360° la mia più grande passione: la Musica Elettronica. Ah, e mi piace deadmau5.

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