Lo abbiamo aspettato in tanti, lo abbiamo accolto come un Dio, lo abbiamo visto divertirsi e saltare al nostro passo, abbiamo assistito allo spettacolo che solo deadmau5 avrebbe potuto regalarci proprio sotto la piramide più famosa d’Italia: Venerdì scorso al Cocoricò di Riccione abbiamo partecipato ad una serata perfetta, in compagnia di una leggenda della musica elettronica, abbracciati da un impianto audio da panico, con un organizzazione eccellente, un pubblico che ha pensato solo ed esclusivamente a divertirsi, e questo Joel l’ha capito benissimo dall’inizio alla fine.
Una performance pazzesca, anche un po fuori dalle aspettative iniziali, se proprio vogliamo, che ha visto deadmau5 suonare per oltre due ore e mezzo la sua musica, fuori da ogni possibile etichettatura, nella sua versione più “hard“, occasionalmente alternandola con tracce estranee al suo indescrivibile repertorio personale. Non assolutamente una sorpresa, tuttavia! Questa è la sua vera natura, il club è il suo vero habitat (se lontano dal suo studio casalingo!) e soprattutto lo è il Cocoricò, da lui più volte elogiato e dove ama ripresentarsi con cadenza quasi annuale. Non sono mancate inoltre le nuove tracce, inedite ID, che per adesso abbiamo solo potuto ascoltare tramite il suo profilo di Twich e che hanno destato tanto successo quanto stupore tra noi fans.

Inizia così, subito col botto, salutandoci tutti. Prima traccia, “Fn Pig“, che spesso ha usato come Intro, complice un sound progressive semplicemente perfetto. I visuals saranno un valore aggiunto di grandissimo livello e che più avanti avremo modo di raccontare e di farvi apprezzare. Dicevamo, inizio subito col botto: non passa molto tempo prima che deadmau5 si faccia coinvolgere dal calore del pubblico, ed inizi a ballare a tempo con noi.
La pressione era tanta, ma la voglia di ribaltare il club era il doppio più forte. Tra un pacchetto di sigarette e qualche sorso di coca-cola abbiamo assistito alla più nuda presentazione della leggenda canadese, costellata di drop aggressivi del suo pazzesco repertorio. Un gesto semplice, come posare l’immancabile cappello ormai parte integrante del suo outfit, per indossare la celebre mau5head non poteva non far impazzire le migliaia di fan in preda all’hype. 

Ed eccolo lì, ad un certo punto, come fosse una seconda presentazione, quell’elmetto nero accolto da un boato che quasi ha sopraffatto l’impianto della piramide. E come fosse davvero un nuovo artista che prende le redini della console, parte la traccia che negli ultimi anni è stata sinonimo di “intro” durante i suoi live più prestigiosi: “Avaritia“. In questa prima parte di live set la mau5head non ha avuto lunga vita, giusto il tempo di altre tre tracce, per poi vedere l’alter ego mascherato lasciare spazio alla vera personalità di Joel, la versione più cruda e “technomane“. Certo, la mau5head affascina tantissimo, per questo è stata chiamata in causa specialmente durante le tracce più simboliche e famose; per tutto il resto Joel ha sperimentato, ha alternato sound mai sentiti duranti i grandi festival a cui è solito presenziare, e questo è stato il vero spettacolo, un deadmau5 nella sua versione originale in un grande club.

Come dicevamo, la prima parte del set è stata la più inedita, la più interessante e la più “nuda” in termini di mau5head. Inizia adesso il secondo atto, forse quello che la maggior parte di noi stava aspettando. I meravigliosi vocals di “Stay” sulla lunga base introduttiva di “My Pet Coelacanth” sono il segnale che il set si sta evolvendo verso una nuova forma, e la conferma avviene quando è tempo di cambiare personalità, mettendo da parte il cappello rosso per far spazio alla maschera “scaccia-ansie”. A far da contorno al già grande spettacolo offertoci, iniziano a farsi notare anche i visuals alle spalle di deadmau5, da qui in poi elemento di spettacolarità unico. Da questo punto in poi, si alterneranno solo le grandi hit che lo hanno reso celebre anche alle orecchie più lontane e più esigenti:

Seguono infatti le due hit prodotte assieme all’amico Rob Swire, voce dei Pendulum e membro dei Knife Party. La prima, “Ghost’n’Stuff“, ha scatenato il panico, euforia ed orgoglio anche nello stesso Joel nel vedere che la sua traccia viene estremamente apprezzata anche nel bel paese (notare il famoso gesto delle braccia protese in avanti a ritmo con la canzone!), che è stata cantata da tutti all’unisono. Segue a ruota la sua traccia più recente, “Monophobia“, per lungo tempo conosciuta con un diverso nome quando ancora era in fase di ultimazione. Recentemente uscita, ma già ampiamente conosciuta dal suo pubblico, ha fatto molto sorridere i suoi fan  per aver incluso nel video, per altro molto particolare, una scherzosa rappresentazione dello stesso Rob Swire e di Eric Prydz che ballano a ritmo della traccia.

Si avvina la conclusione della serata, ed è qui che il livello di epicità arriva a livelli mai visti. Un gesto che ha fatto impazzire tutti, che ha confermato nuovamente l’immagine di Deadmau5 come un producer estremamente vicino ed affezionato al suo pubblico. Succede che, verso la fine di Monophobia, Joel nota finalmente un ragazzo sulla sua sinistra con in mano una mau5head perfettamente composta, con tanto di led verdi che ricordano molto i tempi di 4×4=12. Non poteva non meritare un riconoscimento, e così è stato: Joel si avvicina al ragazzo, prende la mau5head, la indossa, torna in console e fa partire la sua traccia più famosa in assoluto, una delle canzoni più emblematiche della storia dell’electronic dance music: “Strobe“.

Impossibile descrivere l’emozione, troppo forte per essere controllata. Impossibile descrivere la pelle d’oca, i brividi suscitati dal piacere di avere davanti a sè una Leggenda della musica elettronica che suona la propria canzone di maggior successo in simbiosi col suo pubblico. Gli applausi si sprecano, i suoi ringraziamenti pure, non se ne voleva andare nemmeno lui, tanta era calorosa la nostra accoglienza. Si è trattenuto fin quanto ha potuto, anche fuori dal Cocoricò a farsi foto, a fare autografi, fin quanto non è stato letteralmente costretto a venire via, coscio di aver passato e di averci fatto passare una serata indimenticabile.

PS: io ero tra quelli fuori a ringraziarlo

About Matteo Florio

Fiorentino, laureato in Mediazione Linguistica e Culturale, bass-addicted, bass-lover, bass-head.. insomma: BASS. Grande appassionato di Club Culture, vivo la mia vita a suon di BPM e cerco di raccontare a 360° la mia più grande passione: la Musica Elettronica. Ah, e mi piace deadmau5.

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