Poteva esistere luogo più azzeccato del ridente capoluogo toscano per un evento rivoluzionario riguardo il mondo dell’arte? No, decisamente no, e la storia ce lo ricorda bene! Ancora una volta, la città di Firenze richiama a sé gli occhi di tutta l’Italia e l’Europa artistica, per un evento di cui tutti avevamo bisogno. Si, proprio tutti! Dal neofita fino all’esperto di settore, per un evento dall’importanza culturale che solo chi non ne ha preso parte non può comprendere: il Bright Festival.

Come qualche secolo fa, Firenze è stato il centro culturale di tutta Italia, per una tre giorni dedicata al mondo delle arti digitali applicate allo spettacolo, cultura e all’intrattenimento in ogni sua forma, ma anche lighting design e soprattutto alla nostra amata musica elettronica. Un evento che ha fatto confluire nel capoluogo toscano migliaia di visitatori tra The Student Hotel, che ha accolto workshop e masterclass di ogni genere, e la Stazione Leopolda, teatro underground per eccellenza ricco di installazione ed adibito a club (con nulla da invidiare agli amici berlinesi) per gli show serali.

Per tre giorni, Firenze ha “svelato” molti dei dubbi e delle curiosità che affliggevano gli appassionati, i neofiti ma anche delle personalità più esperte, aiutate dalla grande opportunità di confronto che il festival ha messo a disposizione di tutti e che ha collaborato egregiamente all’apertura verso il mondo del digitale che non tutti conoscevano in modo così approfondito. Bright Festival ha confermato il trend che di cui stanno godendo certi argomenti e ha dato l’opportunità a tantissimi giovani, in particolare, di avere una visione molto più approfondita del mondo digitale, creando anche spunti per portare avanti o addirittura iniziare una carriera professionale in questa affascinante direzione.

Noi di youBEAT non potevamo mancare ad un evento di tale spessore culturale ed artistico, e ne siamo rimasti entusiasticamente coinvolti! Un evento dal valore indiscutibile e che saprà attrarre sempre più appassionati al suo seguito. Un unico grande “mercato” dove il Made in Italy delle arti digitali e della musica elettronica vengono messi al primo posto e vengono celebrati, senza prendere a modello niente e nessuno, almeno una volta ogni tanto! Ed è stato questo il grande successo del festival, esemplificato dagli ospiti che hanno calcato lo spettacolare mainstage della Stazione Leopolda: Derrick May, padre fondatore della Techno Detroit, ma anche Iva, La Fleur, Francesco Tristano, Ark e tantissimi altri.

La Fleur in console durante la serata finale di Bright Festival

Come già detto, youBEAT ha preso entusiasticamente parte all’evento durante l’ultimo giorno di Bright Festival, dedicato alla luce, alla fotografia ed al cinema, ma senza far mancare la preziosa componente musicale. Ne hanno fatto le veci Lele Sacchi ed i Tropical Animals, per poi concludere in bellezza la serata conclusiva con la partecipazione di Ark, La Fleur e Francesco Tristano come special guests.

Una line-up d’eccezione e che ha saputo esprimere al massimo le potenzialità visive, grafiche, digitali e sonore che Bright Festival si era proposto di esaltare. Ark, giovane artista francese, promotore di un nuovo genere sperimentale che cerca di coniugare elementi minimal con l’efficacia della techno europea. La Fleur, incantevole artista svedese, stretta amica di Adam Beyer e già vincitrice nel 2017 del Mixmag Breakthrough DJ Award, nel segno della tech-house. Ed infine Francesco Tristano, giovane lussemburghese anticonformista, tra i più cristallini talenti della musica classica contemporanea, che ha pensato bene di farle abbracciare la Techno, creando così un capolavoro sonoro.

Questa è stata solo la prima edizione di un capolavoro culturale che ci deve coinvolgere tutti e di cui siamo orgogliosi, che ha saputo accogliere 4000 appassionati da 35 paesi del mondo.
Di eventi del genere ce n’è sempre bisogno, per tutti!

About Matteo Florio

Fiorentino, laureato in Mediazione Linguistica e Culturale, bass-addicted, bass-lover, bass-head.. insomma: BASS. Grande appassionato di Club Culture, vivo la mia vita a suon di BPM e cerco di raccontare a 360° la mia più grande passione: la Musica Elettronica. Ah, e mi piace deadmau5.

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