La storia di Bradley Gunn è particolare. Affetto dalla sindrome di Asperger, Bradley ha concentrato tutte le sue forze e speranze nella musica e nel ballo, diventando agli occhi di tutti l’uomo che balla sempre e ovunque: sul lavoro, in camera da letto, ai festival e anche in live streaming da casa sua. Ospitato da organizzatori di alto calibro come LWE e Abode, Bradley è una vera e propria attrazione, una macchina umana capace di ballare per più di 38 ore. La sua pagina Facebook è prossima ai 60.000 like, ma la sua intenzione è quella di diventare sempre più globale.

I suoi amici spiegano come la sua spensieratezza e naturalezza avvicini tutti a lui: vive la sua vita nell’unico modo che conosce, incanalando tutte le energie verso un unico obiettivo. Non ha barriere, balla come se non esistesse nient’altro, dando l’impressione di muovere l’intero universo.

Bradley con Adam Beyer e Joseph Capriati

Più che un’attrazione è forse una rarità. Nei club moderni, in cui pullulano smartphone e drink, Bradley fa l’esatto contrario, e sotterrata ogni inibizione vive il momento nel modo migliore: ballando. La sua influenza spinge tutti a seguirlo, a ballare ancora più forte. Nessuna droga, niente alcol. Bradley è immerso nella musica, è ipnotizzato dal ritmo.

Quando parla della sua sindrome, l’Asperger, evidenzia tutte le difficoltà e le prove che lo hanno segnato e spiega come solo a 18 anni, dopo essere stato ad un rave con un amico, ha compreso come il ballo sintetizzasse il suo disagio trasformandolo in energia.

Bradley grazie alla sua forza d’animo non sì è mai abbattuto, ma ha trovato la sua strada e la sua passione. Una storia positiva e di rivincita sulla vita, sulla malattia e sul bullismo: la dimostrazione di come la musica possa cambiare radicalmente l’esistenza di ognuno di noi.

Tra i tantissimi festival in cui lo potrete trovare, è passato anche dal Kappa FuturFestival di Torino, dove ha anche ballato con i grandi The Martinez Brothers.

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