1. Diciamocelo, quando Amazon Music è sbarcato sul mercato nel 2016, in pochi hanno pensato di sostituirlo a Spotify o, per gli Apple users, ad Apple Music. Ma c’è qualcosa che, forse, nessuno di noi si sarebbe mai immaginato: Amazon Music sta crescendo sempre di più, come riportato da Rolling Stone, tre volte più dei suoi competitor.

Dopo il concerto tenutosi per l’inaugurazione del Prime Day di Amazon, che ha visto protagonisti Dua Lipa, SZA e Taylor Swift, il Financial Times ha notato che le iscrizioni ad Amazon Music Unlimited sono aumentate del 70% nell’ultimo anno. Spotify continua a dominare nel numero di iscrizioni, ma ha raggiunto nell’ultimo anno solo il 25% di abbonamenti.

Tra le ragioni di questa crescita, l’impatto maggiore è quello dell’età. Su Spotify infatti, meno del 5% degli user ha più di 55 anni, mentre per Amazon Music la percentuale si attesta al 14%. Il motivo è più semplice di quanto sembri: Amazon riesce ad accaparrarsi quella fetta di pubblico che si è trovata spiazzata dalla chiusura dei negozi di dischi e dall’avvento dello streaming.

Importante anche il fattore economico: si parte da 10$ di costo per i clienti normali per arrivare agli 8$ per gli utenti Prime. Sconto importante per i possessori di accessori “Echo“, per i quali è previsto un costo di soli 4$.

Il punto di Amazon è chiaro: nessuna nuova features come i suoi competitors, nessuna innovazione. Rappresentare semplicemente un servizio di musica mainstream per clienti mainstream.